Così la provincia perde abitanti: quasi 20mila in meno in dieci anni

2 Agosto 2023

Si passa dai 306.279 del 2012 ai 287.151 del 2022. La grande fuga riguarda i giovani: oltre 14mila Cresce del 5,2% la popolazione tra i 51 e i 64 anni, percentuale che raddoppia per gli over 65

L’AQUILA. «In 10 anni persa la popolazione di una città grande quasi come Sulmona». Aumenta il calo demografico in provincia dell’Aquila e lo spopolamento colpisce prevalentemente le aree montane e più marginali rispetto ai centri urbani. Dopo un’attenta analisi dei dati, la Cgil chiede alla politica di invertire la tendenza, con un progetto di lungo periodo che «vada a incidere soprattutto sui servizi e freni il flusso migratorio dei giovani».
I NUMERI
Il confronto tra la popolazione residente in provincia dell’Aquila tra il 2012 e il 2022 non lascia dubbi, secondo il segretario provinciale della Cgil, Francesco Marrelli: «In dieci anni passiamo dai 306.279 residenti del 2012, ben oltre la soglia psicologica dei trecentomila abitanti, ai 287.151 del 2022, con una perdita netta di 19.128 residenti che, in valori percentuali, rappresenta un -6,2%. Solo nell’ultimo anno nel raffronto tra il 2021 ed il 2022 la perdita è stata pari a 1.805 residenti. Volendo fare un paragone è come se in 10 anni avessimo perso una città che conta all’incirca la popolazione di Sulmona, oppure all’incirca due volte la popolazione di Celano».
MENO GIOVANI
Analizzando la composizione della popolazione residente per fasce di età emerge un dato preoccupante. Nel 2012 i residenti nella provincia dell’Aquila appartenenti alla classe di età compresa tra i 14 anni ed i 35 anni erano 75.172, questo dato crolla drasticamente nel 2022, quando si scende a 61.018, quindi una perdita netta di 14.154 giovani residenti che, conta in valore percentuale un -18,82%. Confrontando questo ultimo dato con lo stesso delle altre province, sempre per il medesimo periodo di riferimento, emerge che la provincia che perde maggiormente è L’Aquila, contro una perdita della provincia di Pescara del -10,01%, di Chieti del -15,7% e di Teramo del - 14,6%. Allargando la comparazione con il dato nazionale, in Italia tra il 2012 ed il 2022 nella fascia di età 14-35 anni la percentuale di riduzione si attesta a -7,9%. Continuando, sempre per il periodo di riferimento, nella classe di età compresa tra 0 anni e 13 anni la perdita di popolazione residente nella provincia aquilana si attesta a un -12,61%; tra i 36 ed i 50 anni a un -7,9%. È significativo, invece, che tra i 51 ed i 64 anni ci sia una crescita che rende il dato positivo per un +5,2% e che, infine, tra i 65 anni ed oltre la crescita arrivi a raggiungere la doppia cifra con un + 10,73%.
COSA FARE
«Il flusso migratorio di cui occuparsi e con urgenza al di là della propaganda oramai consolidata», sottolinea Marrelli, «è quello dei nostri giovani che scelgono altri territori per il loro progetto di vita. La carenza di giovani fa sì che una ampia fascia del territorio regionale che ricade in prevalenza nella nostra provincia risulti sempre meno attrattiva e difficilmente recuperabile se non si creano diverse condizioni sia occupazionali che di servizi, sia in termini di stabilità e qualità del lavoro, che di servizi dedicati alle persone». Per Marrelli «viste le dinamiche dell’invecchiamento, occorre in particolare un vero progetto di sanità di prossimità che possa rifondare un patto fiduciario tra il sistema di welfare e le comunità locali».
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