Così rinasce l’orto botanico di Collemaggio

14 Aprile 2023

Gestione alle associazioni “180 amici” e “Don Bosco”. Area utilizzata anche per attività a fini sociali

L’AQUILA. È stata affidata alle associazioni “180 amici” e “Don Bosco” la gestione dell’orto botanico di Collemaggio.
L’amministrazione provinciale dell’Aquila, inoltre, ha stanziato un contributo di 30mila euro che il nuovo gestore potrà utilizzare per interventi di riqualificazione dell’orto e il ripristino dell’area per la sua piena fruibilità.
La concessione avrà una durata di 6 anni e, nello specifico, le associazioni affidatarie dovranno occuparsi, tra le altre cose, della manutenzione dell’area, dall’illuminazione all’irrigazione e dell’arredo. È prevista anche l’organizzazione di attività a fini sociali, sempre mirate alla rivalutazione dell’area interessata e dell’intero complesso limitrofo.
«La rivalutazione di un territorio di straordinario interesse scientifico e culturale è sempre stata una nostra priorità. L’area della basilica di Collemaggio, del Parco del Sole e dell’orto botanico è una delle zone più belle e suggestive della città dell’Aquila e dell’intero Abruzzo», hanno dichiarato il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, e la consigliera provinciale Gabriella Sette, «un ringraziamento particolare intendiamo rivolgerlo all’ex consigliere provinciale Francesco De Santis, che ha per primo proposto l’iniziativa nel 2021, e agli uffici provinciali che hanno lavorato, con proficuo impegno, all’importante iniziativa».
L’orto, che si trova in prossimità della basilica di Collemaggio, ha una superficie di circa 6 ettari, in parte in posizione pianeggiante, in parte in pendio. In esso si trovano numerose piante del patrimonio flogistico regionale abruzzese e antichi cultivars di pero, melo e ciliegio.
Tra le piante mediterranee si segnalano il corbezzolo e il citiso di Zanone; tra le piante tintorie il glasto e l’antemide tintora; tra le piante tossiche la cicuta di Socrate e lo stramonio.
Numerosi gli alberi: il tiglio, il salice bianco, il faggio, il cerro, la roverella il carpino nero, il pino nero. Numerose le piante officinali quali lo zafferano, l’altea, i verbaschi.
In origine l’orto era utilizzato dai frati celestiniani che risiedevano nella basilica passando, nel 1965, alla facoltà di Scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali dell’Università dell’Aquila. (m.c.)
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