“Così tanto per ridere”, il giornalista Tucceri sul podio

30 Gennaio 2019

AVEZZANO. La penna sferzante del giornalista e scrittore di Avezzano, Vittorio Tucceri, fa breccia al concorso nazionale umoristico “Così tanto per ridere”, organizzato dalla Montegrappa edizioni e...

AVEZZANO. La penna sferzante del giornalista e scrittore di Avezzano, Vittorio Tucceri, fa breccia al concorso nazionale umoristico “Così tanto per ridere”, organizzato dalla Montegrappa edizioni e svoltosi a Monterotondo (Roma). Al concorso hanno partecipato 60 candidati da tutta Italia. Per la sezione dei racconti, la giuria, dopo aver individuato 24 finalisti, ha assegnato a Tucceri il terzo posto. Ecco uno stralcio del racconto in cui un certo Simone invia un telegramma all’amico Federico, fresco vincitore di un concorso per un posto da operaio al cimitero: «Caro Federico, scava e scava tra gli annunci, hai finalmente trovato un lavoro stabile al cimitero: proprio vero, la classe operaia va in Paradiso! Nella tua lettera sei stato lapidario ma a dispetto dei tuoi toni funerei sono certo che il nuovo lavoro faccia al tuo caso perché a te piace da sempre il silenzio tombale. Saperti sempre triste mi fa male da morire e allora lascia stare i rimpianti e mettici una pietra sopra. Eppoi, scusa, oggi c’è chi passerebbe sui cadaveri pur di trovare un posto di lavoro per sempre! E tu, ormai più che 40enne, sei riuscito a trovarlo in extremis, anzi: in articulo mortis. Mi scrivi di sentirti solo e che l’ambiente è un mortorio? Sappi, amico mio, che spesso è tra i vivi che ci sente morti. Per uno come te, così cupo e triste, ci vorrebbe una donna piena di vita, libera, separata o vedova, purché allegra. Pur avendo vinto il concorso del municipio (anche se il posto è fuori dal Comune) passeggiando tra le croci dici di sentirti ancora più precario: ti sia di conforto che nessuno potrà mai licenziarti da qui all’Eternità e davvero non capisco perché riesumi pensieri morti e sepolti. La tua visione della vita rischia di essere parce sepultoperciò allontana il pessimismo che ti fa sentire con un piede nella fossa. Purtroppo constato che i miei sforzi sono lettera morta».