Cotugno alla Rossi C’è anche il sì della Provincia
L’AQUILA. Dietrofront: il Cotugno non sarà ricostruito a Collemaggio, ma i licei saranno ricavati nella ex caserma Rossi.Dopo il Consiglio comunale di giovedì, anche la Provincia ieri ha dato l’ok...
L’AQUILA. Dietrofront: il Cotugno non sarà ricostruito a Collemaggio, ma i licei saranno ricavati nella ex caserma Rossi.
Dopo il Consiglio comunale di giovedì, anche la Provincia ieri ha dato l’ok per un’intesa sulla localizzazione della scuola. È stato cancellato con un colpo di spugna, insomma, quello che sembrava un progetto vicino alla realizzazione solo un mese fa, quando la Provincia aveva inoltrato la richiesta al direttore della Asl, Rinaldo Tordera, e al sindaco, Pierluigi Biondi, di acquisizione di un’area a Collemaggio per far fronte alla necessità di spazi della scuola, oggi divisa su cinque sedi, dopo la sentenza del Tar di fine estate che ha dichiarato inagibile l’edificio di Pettino, dove il Cotugno era ospitato dal 2009.
D’altra parte «la pianificazione della città attiene al Comune dell’Aquila, anche se si tratta di scuole della Provincia», ha sottolineato il consigliere provinciale con delega all’Edilizia scolastica, Vincenzo Calvisi, che ieri in consiglio ha presentato una mozione, approvata all’unanimità, che prevede una intesa con il Comune per realizzare nell’area della ex caserma Rossi la nuova sede dei licei del convitto Cotugno. Una mozione conseguente alla proposta deliberativa sull'accordo attuativo del protocollo d'intesa interistituzionale, approvata dal consiglio comunale, secondo cui il Comune entrerà nella disponibilità di una aliquota pari almeno al 60% della ex caserma, mentre l’Agenzia del demanio terrà il restante 40% per ricollocarvi alcuni uffici. «Sembrava che la disponibilità della caserma da parte del Comune avesse tempi più lunghi, per questo abbiamo esplorato varie soluzioni: da Villa Gioia a Collemaggio. A ottobre abbiamo espletato anche un bando per valutare siti privati. Chiaramente la preferenza restava per le aree pubbliche», ha continuato Calvisi.
«Quello della Rossi, tuttavia, è in assoluto la soluzione migliore: ci sono già gli accessi, basta abbattere e ricostruire. Perché mangiare altro suolo altrove? Adesso si procederà a definire un protocollo tra Comune e Provincia per cominciare poi con le fasi di progettazione, facendo a monte uno studio di fattibilità».
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