Cotugno, impiegati e preside per ora restano a Pettino

25 Agosto 2018

Calvisi: «Non è detto che debbano seguire gli alunni nei Musp» Mancini e De Santis: «Provincia, solo parole. Non ha fatto nulla»

L’AQUILA. Nonostante la sentenza del Tar di inizio mese, che ha accolto il ricorso presentato da genitori e docenti contro la riapertura della scuola di via Da Vinci, restano a Pettino, nella tanto discussa vecchia sede, gli uffici di presidenza e segreteria del Cotugno. Lì resteranno, almeno fino alla prossima settimana, quando il presidente della Provincia, Angelo Caruso, insieme alla preside, Serenella Ottaviano, stabilirà la disposizione delle aule della scuola e degli uffici. E intanto il consigliere comunale di opposizione, Angelo Mancini, attacca il sindaco, Pierluigi Biondi, sullo «spezzatino» che verrà fatto del Cotugno anche quest’anno.
«Non è scontato che le segreterie debbano spostarsi», secondo il consigliere provinciale, delegato dell’edilizia scolastica, Vincenzo Calvisi. Che spiega: «Stiamo valutando se, secondo le normative, l’uso ufficio può essere consentito all’interno della struttura. Lo scopo è non rubare spazio alla didattica». Secondo Calvisi, dovrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana, la delibera del Comune per la concessione in comodato d’uso gratuito alla Provincia anche del Musp delle Micarelli, in via Ficara, dopo quello già concesso della Dottrina Cristiana, in via Madonna di Pettino, secondo Calvisi. «A seguito della sentenza del Tar, la situazione è più critica dello scorso anno», prosegue Calvisi. «Abbiamo bisogno di spazi. Anche perché a fine settembre cominceranno i lavori di adeguamento dell’edificio di Pettino, che speriamo possano terminare a settembre 2019, in modo da riconsegnare la scuola agli studenti e alle famiglie».
«L’amministrazione Biondi ha la colpa di non avere fatto nulla in questo anno per le scuole e il Cotugno in particolare», sbotta Angelo Mancini. «Biondi doveva mettere la Provincia con le spalle al muro e non limitarsi a cedere due Musp. Se non fossero stati disponibili, Caruso dove avrebbe mandato i ragazzi del Cotugno? E se il Comune non ha fatto nulla, in tutto questo tempo la Provincia ha fatto ancora meno. Non si può restare inermi di fronte a una situazione del genere, sulla pelle dei nostri ragazzi, soltanto per “solidarietà di partito”, di appartenenza politica. La Provincia, dopo avere preso in giro genitori, ragazzi e l’intera città, con proposte fasulle, a cominciare dalla ex Optimes, doveva essere inchiodata alle sue responsabilità», conclude Mancini.
Sulla questione è intervenuto anche il consigliere Lelio De Santis che denuncia come, dopo nove anni dal sisma, «il problema delle scuole, di ogni ordine e grado, della città capoluogo di regione, sia ancora al palo, nella totale incertezza, soprattutto per quanto riguarda il liceo Cotugno. La Provincia», prosegue De Santis, «dopo essersi esercitata da gennaio in ipotesi fantasiose per l’individuazione della sede, oggi mette in campo una sistemazione alla meglio delle aule, utilizzando i Musp».
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