Cotugno senza sede, iscritti giù La preside: così non c’è futuro

11 Agosto 2018

Ottaviano chiede aiuto a livello nazionale e chiama alla mobilitazione cittadina «come per le tasse» «Spariti calcio e rugby il Convitto chiude. Avezzano vuole il Musicale, rischia anche il Conservatorio»

L’AQUILA. «Questi ragazzi se ne andranno, questa città morirà». Ha voluto dirlo a voce alta, dai microfoni del Tg4, la preside del Liceo Cotugno, Serenella Ottaviano. Una preside che, nonostante le difficoltà, non si arrende e che è preoccupata non solo di dove andranno i suoi alunni a settembre, dopo che una sentenza del Tar ha chiuso la sede del liceo a Pettino, ma anche di quale sarà il futuro del capoluogo abruzzese. «Non ci dormo la notte», sospira, «eppure non dovrebbe essere compito mio».
DEPAUPERAMENTO. «Si sta lavorando per portare il liceo Musicale ad Avezzano», spiega la preside. «Le norme prevedono un liceo per provincia. Questo significa che all’Aquila, quello del Cotugno, andrebbe chiuso. Le squadre cittadine del rugby e del calcio stanno scomparendo. Queste tre realtà rappresentano la maggiore utenza del Convitto, che ne sarà di questa istituzione?». A questi, si aggiunge il problema del Conservatorio. «C’è l’idea di spostarlo a Pescara», continua. «È possibile averne uno per regione, quindi andrebbe chiuso quello del capoluogo. La questione non è che si sta smantellando un istituto superiore, ma che presto questa diventerà una città di anziani».
CALO DI ISCRIZIONI. La situazione delle sedi del Cotugno, intanto, già si è tradotta in un calo delle iscrizioni. «Per 7 iscritti non attiveremo la quarta prima classe del Classico», continua Ottaviano. «Tanti genitori sono venuti da me dicendo che avrebbero preferito iscrivere i figli altrove a causa dell’incertezza della sede».
ISTITUZIONI. È per questo che la preside ritiene opportuno chiedere aiuto a livello nazionale. «Siamo l’unica scuola in Italia che non ha la sede. Non si vede cosa sta accadendo o non si vuole vedere? La Provincia sta facendo il possibile, anche il Comune si sta muovendo come il direttore dell’ufficio scolastico provinciale. Forse non è sufficiente. Sono passati 9 anni dal 2009 e di fatto la ricostruzione, almeno per quanto riguarda l’edilizia scolastica, non è partita. Dovrebbe esserci una sollevazione di popolo, come per le tasse».
GSSI. Sulla questione Cotugno, la preside non si arrende. «L’Aquila ha fondamentalmente due università, perché il Gran Sasso Science Institute è un ateneo di eccellenza con 45 iscritti e tre immobili. Il Cotugno, con 1.200 studenti, non ha tetto né pavimento. Chi andrà all’Università se chiudiamo i licei?».
AULA MAGNA E PALESTRA. Pur volendo risolvere il problema delle sedi, tamponando con i Musp a disposizione, resterà quello dell’aula magna. «Almeno per sei collegi dei docenti l’anno è necessaria, il primo ci sarà il 3 settembre. Poi lo spazio servirà anche per le assemblee di istituto. La palestra alla Micarelli c’è, ma per le altre sedi? Dovremmo chiedere al Colecchi e al d’Aosta di ospitarci. Tutti abbiamo una grande necessità di spazi e di garanzia dei diritti, ma a noi sembra di doverli pietire».
A PETTINO. Intanto, la scuola sta lavorando e il personale resta ancora a Pettino. «Il sindaco non ha fatto l’ordinanza di chiusura, il presidente della Provincia non risponde alla lettera in cui ho chiesto dove trasferire gli uffici. L’avvocatura dello Stato rimpalla la questione alla Provincia».
COLLEMAGGIO. La carta “vincente” per salvare la scuola e non solo, secondo la preside, resta quella di Collemaggio: «La Regione non ha 5 ettari di terreni da dare alla Provincia per costruire una scuola nuova? Perché non si inizia a costruire il prima possibile a Collemaggio? Lì potrebbe sorgere anche il nuovo Conservatorio, potrebbero essere trasferiti gli uffici del Comune, senza neanche il problema delle auto: di fronte c’è il megaparcheggio».
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