Covalpa, asta da 7 milioni Ed è bufera sulla Regione

I fondi della vendita del centro lavorazione patate finirebbero in altre zone d’Abruzzo Tredici Comuni marsicani si ribellano. Così arriva lo stop: il provvedimento sarà rivisto
CELANO. La Regione Abruzzo inserisce l’impianto agroindustriale di Covalpa tra i beni in vendita. Destinando i possibili proventi a opere infrastrutturali nel resto d’Abruzzo. E non per il Fucino. Motivo che accende un altro scontro, dopo quello che riguarda l’atteso mega impianto idrico. Alla fine di una giornata di tensioni politiche l’emendamento finanziario è stato ritirato. Per consentire una riflessione.
Ma cos’era accaduto? I 7.125.000 euro che dovrebbero essere ricavati dalla vendita del centro lavorazione e commercializzazione patate di Covalpa, a Celano, non dovevano restare nella Marsica. Solo 1.175.000 euro, infatti, sarebbe da corrispondere al concessionario Covalpa Abruzzo che opera da anni nel settore agroalimentare e conta più di 500 associati (100 soci produttori orticoli e 400 soci produttori di patate aderenti alla associazione marsicana produttori di patate), mentre tutti gli altri fondi andrebbero a Pescara o a Chieti, come sostegno all’economia ittica, o sarebbero destinati a interventi di riqualificazione e potenziamento degli impianti di risalita in Abruzzo. Questo il piano. La proposta doveva essere discussa oggi in consiglio regionale. I consiglieri Silvio Paolucci (Pd) e Sandro Mariani (Abruzzo in Comune) avevano presentato un emendamento chiedendo di destinare i fondi alla messa in sicurezza delle strade del Fucino. Nella tarda serata di ieri, il colpo di scena: il consigliere regionale Simone Angelosante ha fatto sapere che «al termine della riunione dei capigruppo di maggioranza» è stato deciso di «ritirare l’emendamento finanziario».
«La mia proposta», precisa Angelosante, «è stata quella di una pausa di riflessione con una attenta valutazione sull’uso di tali fondi in considerazione delle tante emergenze dell’area fucense che meritano di essere affrontate con una capienza finanziaria adeguata. Gli interventi potranno essere celermente programmati ascoltando i sindaci e i portatori di interessi nella zona fucense».
Hanno quindi fatto breccia le proteste. A partire da quelle dell’assessore del Comune di Avezzano, Loreta Ruscio, o dei sindaci Settimio Santilli (Celano), Quirino D’Orazio (San Benedetto dei Marsi), Marivera De Rosa (Luco), Gianfranco Tedeschi (Cerchio), Enzo Di Natale (Aielli), Mirko Zauri (Pescina), Antonio Mostacci (Collarmele), Raffaele Favoriti (Ortucchio), Gianclemente Bernardini (Gioia), Cesidio Lobene (Trasacco), Rosanna Salucci (Collelongo) e Leonardo Lippa (Villavallelonga). Ermanno Natalini, segretario di circolo del Pd di Celano, aveva definito il piano «inaccettabile». (e.b.)
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