Covid-19, inattivo il posto in rianimazione
Mancano i dispositivi di protezione per medici e infermieri. E il sindaco Casini fa visita al reparto
SULMONA. È operativo già dai giorni scorsi ma non può entrare in funzione perché mancano i dispositivi di protezione per i medici. È l’unico posto di terapia intensiva attivato nel reparto di rianimazione di Sulmona per la gestione dell’emergenza Covid-19. Ma mancano i dispositivi di protezione individuale per medici e infermieri in prima linea per far fronte alla grave emergenza. È saltato così il ricovero di un paziente, un uomo di Pistoia risultato positivo al test del coronavirus, che è stato necessario dirottare altrove proprio per la mancanza di idonei dispositivi di protezione. Nel frattempo il sindaco Annamaria Casini ha visitato ieri il reparto di rianimazione. «Sono stata nel reparto di terapia intensiva dove è stato predisposto un posto letto con pressione negativa idonea a ricevere pazienti affetti da coronavirus», ha affermato il sindaco. «Mi ha accolto il personale medico e infermieristico al quale ho portato il saluto e il ringraziamento della città e il nostro sostegno che vorrei dia loro più forza e coraggio per affrontare questa emergenza sanitaria che si gioca tutta in corsia. Ma il vero contributo che loro ci chiedono è che si abbiamo comportamenti responsabili. Per questo continuo a chiedere senza sosta di restare a casa per contrastare il contagio. Meno gente incontriamo meno infettiamo, meno sovraccarichiamo il sistema sanitario più il nostro personale medico sarà in grado di gestire l’emergenza».
E da ieri, le due principali fabbriche di confetti hanno deciso di fermare la produzione. Sia Pelino che William Di Carlo hanno bloccato le macchine fino a martedì prossimo quando decideranno se riavviare la produzione o prolungare la pausa. In un avviso la ditta Pelino ricorda ai clienti che possono continuare ad acquistare i prodotti di fabbrica sullo store on-line dell’azienda mentre le consegne ripartiranno dal 25 marzo. «Per il momento restiamo a osservare la situazione», afferma William Di Carlo, «sperando in una positiva evoluzione della vicenda».
Intanto, ieri c’è stata una significativa iniziativa del parroco di Santa Maria della Tomba don Ramon Peralta, il quale, a mezzogiorno in punto, a conclusione dell’adorazione eucaristica, si è affacciato sul sagrato della chiesa per impartire la benedizione con il Santissimo Sacramento. Infatti, il vescovo Michele Fusco ha disposto che la liturgia di adorazione avvenga a turno tra sacerdoti e comunità religiose affinché durante la giornata possano elevarsi preghiere per chiedere la liberazione dal flagello del coronavirus.
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