Covid, alunni nelle tensostrutture Il sindacato della scuola si oppone

La Cgil: speravamo di non dover più vedere le tende, i nostri ragazzi già da anni vivono in emergenza Il piano del Comune: noleggiare i moduli (350mila euro) per adeguare gli spazi e contrastare il virus
L’AQUILA. Gazebo delle dimensioni di 5 metri per 5 e tensostrutture di 10 metri per 10. Sono le strutture modulari che il Comune intende noleggiare per le scuole cittadine, utilizzando 350mila euro dei fondi ministeriali – in tutto 550mila euro – destinati «agli interventi di adeguamento degli spazi scolastici per contrastare la diffusione del Covid». Una decisione che ha scatenato la reazione della Cgil: «Siamo usciti dalle tende anni fa, trasformati da un terremoto devastante socialmente e umanamente», dice la segretaria provinciale della Flc-Cgil, Miriam Del Biondo, «e mai avremmo voluto che i nostri ragazzi e le nostre ragazze, i nostri bambini e le nostre bambine dovessero tornarci». Ad annunciare le opere da realizzare con le risorse assegnate dal ministero, concertate con i dirigenti scolastici, sono stati nei giorni scorsi il sindaco Pierluigi Biondi e gli assessori comunali Vito Colonna e Francesco Cristiano Bignotti.
LA POLEMICA
«I nostri studenti», afferma Del Biondo, «sono destinati a restare nell’emergenza. Un’emergenza che già da anni ha assunto la connotazione della normalità, nonostante i tanto sbandierati piani per la ricostruzione degli edifici scolastici distrutti dal sisma del 2009. Possiamo sembrare monotoni, ma ci teniamo ancora una volta a ricordare che nel comune dell’Aquila una sola scuola è stata ricostruita, e male, e che il piano per la ricostruzione più volte presentato e più volte modificato giace nel nulla o, forse, serviva solo a giustificare un dimensionamento inutile che, ricordiamo, due anni fa, fu fortemente voluto dal Comune dell’Aquila e dagli uffici scolastici, nonostante la contrarietà della popolazione e dei sindacati». La Cgil sottolinea che a distanza di quasi 13 anni, «la maggior delle scuole, in particolare quelle del primo ciclo di istruzione, sopravvivono ancora nei Musp, dove la p ha sempre il significato di provvisorio». Alla precarietà si è aggiunta la pandemia: con i 550mila euro di fondi ministeriali saranno realizzati interventi di edilizia leggera e verranno noleggiate strutture modulari per garantite il distanziamento. «Conosciamo bene le tensostrutture», aggiunge Del Biondo, «e speravamo di non doverle più vedere. Siamo entrati nel terzo anno scolastico dall’insorgere della pandemia: una pandemia che ha amplificato tutte le criticità di un sistema scuola deprivato del necessario da anni di politiche di tagli». Secondo il sindacato «un’edilizia scolastica sicura e adeguata alle esigenze della didattica non passa attraverso le tensostrutture o le opere di edilizia leggera. Dobbiamo pretendere che le scuole aquilane siano ricostruite subito sicure, stabili, definitive. Dobbiamo pretendere che la scuola in questa città sia messa al centro della ricostruzione»
IL COMUNE
Per gli amministratori «si tratta di un finanziamento importante, che siamo riusciti a ottenere grazie al lavoro congiunto degli uffici comunali dei settori Opere pubbliche e del Diritto allo studio, che hanno lavorato in sinergia per recepire le istanze dei dirigenti scolastici e per rispondere tempestivamente al bando del ministero dell’Istruzione».
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