Covid e lavoro nero, multa all’alimentari

19 Dicembre 2020

Niente igienizzanti né avvisi. È finito nei guai per queste violazioni alle norme anti-contagio il titolare di un negozio di generi alimentari in prossimità del centro. Per il commerciante, però, i...

Niente igienizzanti né avvisi. È finito nei guai per queste violazioni alle norme anti-contagio il titolare di un negozio di generi alimentari in prossimità del centro. Per il commerciante, però, i problemi non sono stati limitati al mancato rispetto delle disposizioni governative per il contenimento del contagio. Nel suo locale, infatti, i carabinieri della compagnia dell’Aquila e del Nil, il Nucleo ispettorato del lavoro, hanno trovato un lavoratore in nero. Per questo a carico del titolare dell’attività sono scattati ulteriori sanzioni e l’obbligo di chiusura fino a quando non avrà regolarizzato la posizione del proprio collaboratore. I guai per il negoziante sono iniziati con il controllo da parte dei militari per l’adeguamento del locale ai protocolli anti-coronavirus. Dalla verifica è emerso che nel locale adibito alla vendita di alimentari mancavano gel igienizzanti all’ingresso e in altri punti e non erano stati regolarmente affissi neppure gli avvisi obbligatori alla clientela sul distanziamento e sulla necessità di entrare all’interno dell’attività indossando la mascherina. Per queste violazioni il commerciante dovrà pagare una multa di 400 euro. Ben più pesanti sono le sanzioni relative al lavoro in nero. I carabinieri hanno infatti comminato una multa da 3.600 euro. A questa, inoltre, si aggiungono una sanzione accessoria di duemila euro e la chiusura temporanea dell’attività. Il titolare dell’alimentari potrà riaprire i battenti solo dopo aver presentato ai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro tutta la documentazione che attesta l’avvenuta regolarizzazione del lavoratore in questione, a cui seguirà la rimozione del provvedimento di chiusura.