Covid e terremoto: il Comune aggiorna le norme di sicurezza

Delibera della giunta individua le modalità d’intervento Raccordo con l’Asl per monitorare e gestire i contagiati
L’AQUILA. La giunta comunale con una delibera ha aggiornato il piano di Protezione civile. In particolare sono state inserite modalità di intervento rispetto a un rischio che finora non era stato considerato: quello cioè che in piena emergenza pandemia possa verificarsi un terremoto. Ecco cosa si legge nel Piano aggiornato.
IL RISCHIO INTERFERENTE
“Nel corso di un’emergenza sanitaria come quella da Covid-19”, è scritto, “potrebbe manifestarsi un evento naturale come ad esempio un sisma, anche non particolarmente severo, che però potrebbe comportare una gestione più complessa per l’ovvia attuazione di più procedure anche in contrasto tra loro. Esempio: restrizioni per il contrasto al diffondersi del contagio, come il restare in casa e il distanziamento sociale, che si contrappongono alla necessità di abbandonare le proprie abitazioni in caso di sisma”.
ALLOGGI
“Allo scopo di avere una proposta alloggiativa di emergenza già disponibile per gli eventuali sfollati affetti da Covid-19 o posti in quarantena domiciliare”, si sottolinea, “il Servizio patrimonio e il Settore opere pubbliche del Comune dovranno effettuare – in tempo di pace – la ricognizione del patrimonio disponibile nel Progetto Case o nei Map, verificando la presenza delle utenze attive ed eventualmente accertandone i tempi di attivazione necessari ovvero provvedere, nelle modalità ritenute necessarie e perseguibili, ad attivare e rendere immediatamente fruibile un congruo numero di alloggi dove trasferire, in via prioritaria, i pazienti Covid-19 non ospedalizzati, o posti in quarantena, che vedranno il loro alloggio non utilizzabile causa sisma ed eventualmente cittadini che, per motivi di salute o particolari fragilità, non potrà essere ospitata in tendopoli o soluzioni abitative diverse”.
PRIMA EMERGENZA
“Sarà necessario”, chiarisce l’atto comunale, “distinguere la situazione sanitaria della popolazione coinvolta dall’evento sismico al fine di poterne gestire la collocazione in prima emergenza. A tal scopo l’Asl fornirà i dati relativi alla diffusione del contagio per le diverse tipologie di condizione sanitaria: elenco dei malati ospedalizzati con la distinzione tra pazienti affetti da Covid-19 e resto dei pazienti; elenco dei soggetti affetti da Covid-19, ma collocati nel proprio domicilio; elenco dei soggetti posti in quarantena assistita e non assistita”.
CHE FARE
“I soggetti Covid-19 domiciliati nel Progetto Case o nei Map durante l’evento sismico rimarranno all’interno dell’unità abitativa, in considerazione del grado di adeguamento sismico delle strutture realizzate proprio per far fronte all’emergenza sismica”, si legge ancora. “Dopo l’evento sismico usciranno di casa solo se si saranno manifestate crepe e fessurazioni ovvero arredi o suppellettili in equilibrio precario e attenderanno in zona sicura, adiacente la propria abitazione, mantenendo prima di tutto la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e indossando le protezioni facciale o una barriera in tessuto spesso quale sciarpa. I soggetti affetti da Covid-19 domiciliati in abitazioni diverse dal Case o dai Map dopo l’evento sismico usciranno di casa solo se questa presenta crepe e fessurazioni e attenderanno in zona sicura, adiacente la propria abitazione, mantenendo prima di tutto la distanza di sicurezza interpersonale. A seguito dell’evento sismico sarà effettuata la verifica speditiva dai tecnici abilitati del Comune. Se l’edificio è utilizzabile i soggetti rientrano nel proprio domicilio altrimenti saranno trasferiti negli alloggi disponibili del Progetto Case o nei Map. Lo spostamento sarà effettuato a cura dell’Asl. Nel caso in cui l’evento sismico sia talmente severo da richiedere l’allestimento delle aree di accoglienza, la distribuzione degli sfollati nelle tendopoli, allestite con volontari e materiale in dotazione alla colonna mobile regionale e coordinata dalla struttura operativa di Protezione Civile della Regione, sarà effettuata collocando un singolo nucleo familiare per ogni tenda al fine di scongiurare eventuali promiscuità che potrebbero portare a nuovi contagi. I pasti non verranno serviti come di consueto in spazi comuni, bensì distribuiti nei Nuclei tenda da parte del personale volontario onde evitare promiscuità in spazi comuni o movimenti di tutti gli ospiti della tendopoli. I responsabili delle aree di accoglienza, in base al numero di ospiti e delle strutture igieniche predisposte, organizzeranno i turni per l’utilizzo dei box doccia e lavanderie. Per l’utilizzo dei servizi igienici sarà obbligatorio l’utilizzo di mascherine e guanti per tutti i fruitori e sarà predisposto un servizio di igiene continua a intervalli regolari molto ravvicinati”.
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