coVID»GLI ESAMI DI MASSA

L’AQUILA. «La provincia dell’Aquila sarà sottoposta al test antigenico rapido massivo seguendo il modello in corso a Bolzano». L’annuncio arriva dal presidente della Regione Marco Marsilio, che ha...
L’AQUILA. «La provincia dell’Aquila sarà sottoposta al test antigenico rapido massivo seguendo il modello in corso a Bolzano». L’annuncio arriva dal presidente della Regione Marco Marsilio, che ha chiesto e ottenuto il sostegno del ministro della salute Speranza. Trecentomila i test in arrivo per lo screening che sarà su base volontaria. Il sindaco Pierluigi Biondi: «Metteremo a disposizione uomini, mezzi e spazi». Intanto, il primario di Malattie infettive del San Salvatore Alessandro Grimaldi sottolinea che «la circolazione del virus è altissima, soprattutto all’Aquila e ad Avezzano: è come a Milano e in Lombardia e questo causa una forte pressione sugli ospedali con il sistema messo a durissima prova».Anche se i numeri delle ultime 24 ore mostrano un calo, con 36 nuovi casi in città e 179 in provincia, «la curva nel nostro territorio ha un andamento molto meno rassicurante che nel resto della regione e della nazione», secondo il report elaborato dal borsista di ricerca dell’Ateneo aquilano Riccardo Persio. E si registra un incremento delle morti, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, del 53%. Ieri nel bollettino regionale sono stati inseriti 6 decessi ascrivibili al Covid: si tratta di una donna dell’Aquila di 69 anni, di due persone di Rocca di Mezzo, una donna di 96 anni e un uomo di 78, un uomo di 86 anni di Barisciano, un 81enne di Montereale e un uomo di 87 anni di Fontecchio.
L’ANNUNCIO DI MARSILIO. Il governatore si è già sentito con il collega Arno Kompatcher e le rispettive aziende sanitarie stanno già scambiandosi informazioni. Da domani la Asl, con il supporto dell’Agenzia sanitaria regionale, passerà alla fase organizzativa, con l’obiettivo di completare il piano in pochi giorni. Da definire se lo screening riguarderà le città più grandi della provincia o anche i centri minori. «Sono in contatto con il commissario Arcuri», ha spiegato Marsilio, «che ha assicurato piena collaborazione, per i necessari approvvigionamenti. È un piano che io e l’assessore Verì abbiamo condiviso con grande convinzione. Se avessimo potuto contare sulla disponibilità di maggiori quantitativi, lo avremmo fatto su tutto il territorio regionale. Cominceremo perciò dando la priorità alla provincia più colpita e che necessita di un’azione di maggiore impatto». Marsilio invita alla collaborazione i cittadini e tutti i soggetti coinvolti: sindaci, medici, pediatri, farmacisti, associazioni, Protezione civile e Croce rossa.
TAMPONI VELOCI. Se il tampone classico necessita in media di 24-48 ore per la sua elaborazione, i risultati del tampone rapido sono molto più veloci: in circa 15 minuti si riceve l’esito. La velocità ha un costo in termini di sensibilità: se la carica virale è bassa, il test potrebbe risultare erroneamente negativo e non riuscire a rilevare l’infezione anche se è presente.
BIONDI SODDISFATTO. «Accolgo con soddisfazione l’annuncio del presidente Marsilio. È un appello», dice il sindaco, «che da tempo avevo formulato al governatore e ai vertici dell’azienda sanitaria, raccogliendo le legittime preoccupazioni del territorio. Noi come Comune dell’Aquila faremo la nostra parte mettendo a disposizione uomini, mezzi e spazi.
GRIMALDI E LA ZONA ROSSA. «La crescita dei contagi è progressiva. Ma un grande vantaggio, rispetto alla Lombardia nella prima fase, è che conosciamo meglio la malattia e siamo anche meglio organizzati. Come si affronta il problema? Facendo tantissimi tamponi», afferma Grimaldi, «tracciando persone e circolando poco, e avviando subito le cure per coloro che sono positivi sintomatici. La zona rossa deve ancora dare i suoi frutti, stiamo vedendo una crescita progressiva dell’Rt che fino alla seconda metà di ottobre è stata esponenziale. Speriamo che tra due, tre settimane possano arrivare i risultati delle chiusure». REPORT. Lo studio sull’evoluzione della pandemia all’Aquila, messo a punto dal ricercatore Persio, con la collaborazione del docente universitario Carlo Villante, evidenzia come «attualmente 1 aquilano ogni 35», spiega Persio, «è colpito (o è stato colpito) dal virus. Parafrasando: ogni 35 persone che incontrate quando uscite di casa all’Aquila, una di loro statisticamente ha il virus e potrebbe non saperlo, diffondendo così ulteriormente il contagio». Un altro dato allarmante è quello relativo alla mortalità: «A parità di altri fattori», aggiunge Persio, «in queste settimane la mortalità nel comune dell'Aquila è incrementata del 53% rispetto ai valori dello stesso periodo dello scorso anno».
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