Covid, muore il sindacalista Carrabbia

14 Aprile 2020

Lo storico esponente della Fim-Cisl stroncato all’età di 54 anni, tanti i messaggi di cordoglio arrivati alla sua famiglia

SULMONA. Era risultato positivo al virus e l’aveva saputo solo da pochissime ore. Ma le sue condizioni di salute si sono improvvisamente aggravate tanto da essere ricoverato d’urgenza all’ospedale di Sulmona dove è morto proprio il giorno di Pasqua.
È l’incredibile vicenda che ha visto protagonista il sindacalista della Fim-Cisl Dante Carrabbia, deceduto all’età di 54 anni, dopo aver combattuto ultimamente con i suoi problemi di salute e aver lottato per una vita per la difesa dei diritti dei lavoratori e del territorio.
Ne ha vinte tante di vertenze, lottando con tutte le sue forze per farsi carico in ogni sede delle istanze dei lavoratori, ma ha perso quella contro un nemico invisibile, il Covid 19. La notizia della morte di Carrabbia ha gettato nello sconforto l’intera città. Era molto conosciuto, soprattutto nel mondo sindacale e tra i colleghi della Magneti Marelli, azienda dove aveva lavorato prima di essere distaccato nel sindacato. Dante Carrabbia è la seconda vittima del territorio a causa del coronavirus.
Secondo quanto si è appreso, il sindacalista già alcune settimane fa, su invito del medico di famiglia, si era recato all’ospedale di Sulmona per sottoporsi a tampone. Ma avrebbe poi deciso di tornare a casa dove è stato sottoposto a monitoraggio sanitario. Alcuni familiari avevano già contratto il virus ed erano in isolamento domiciliare. Evidentemente non sono bastate tutte le misure di sicurezza adottate per evitare che anche lui fosse contagiato.
A causa di un quadro clinico critico e di problemi respiratori che ultimamente accusava, il 54enne si è sottoposto alla fine al test che sabato scorso ha accertato il contagio da Covid 19. Le sue condizioni di salute sono improvvisamente peggiorate e in poche ore il suo cuore ha cessato di battere.
Carrabbia lascia la moglie e due figli. Nel quartiere di via Papa Giovanni XXIII tutti gli volevano bene.
Aveva una parola buona per tutti, tanto che non si poteva transitare su quella strada senza scambiare due chiacchiere con il sindacalista. Ieri mattina si è svolto al cimitero di Pacentro, il rito della benedizione della salma, officiato dal parroco Don Filiberto, alla presenza dei familiari più stretti.
Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati nelle ultime ore alla famiglia, dagli amici di una vita ma anche dai tanti colleghi sindacalisti con i quali ha sostenuto molte battaglie in difesa dell’occupazione .
«Ti ricorderemo sempre con il sorriso sulle labbra e con il cuore così grande, sempre pronto a correre in aiuto degli altri», è il commovente pensiero di alcuni amici che non fanno altro che continuare a pensare a lui, come al «gigante buono, della Valle Peligna, che è andato via troppo presto in un momento storico difficilissimo, dove il comune destino è in mano a un nemico invisibile»
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