Crab, dipendenti senza stipendio da 9 mesi

La protesta: «Situazione ormai inaccettabile, porteremo il caso all’attenzione della magistratura»
AVEZZANO. «Da nove mesi siamo senza stipendio. La situazione in cui versa il Crab è inaccettabile e nessuno interviene per salvare 24 dipendenti che da una vita fanno lo stesso lavoro». Alessandra Baldassarre è la responsabile amministrativa del Consorzio di ricerche applicate alla biotecnologia di Avezzano. Lo è da 25 anni. Questa mattina aspetterà la visita dei rappresentanti del collegio sindacale con un cartello al collo. «Ci resta solo la Procura, a questo punto», e annuncia che denuncerà «quello che sta accadendo». Baldassarre non usa mezzi termini e segnala una situazione che ormai scoraggia i 24 dipendenti del consorzio. Tra loro ci sono professionisti che da vent’anni si occupano delle ricerche scientifiche che danno valore e risalto ai prodotti e alle eccellenze del Fucino. Si pensi ai nuovi prodotti come la carota viola, la patata rossa. Il Crab negli anni ha fatto consulenza per società che hanno portato il nome della Marsica anche all’estero, come il Covalpa e l’Aureli. I macchinari scientifici che si trovano all’interno dello stabile di via Pertini sono all’avanguardia e hanno un valore economico molto elevato. «A dicembre dello scorso anno» dice la responsabile dell’area amministrativa, «il Crab è stato messo in liquidazione. Il bilancio era in negativo, la perdita si aggirava intorno ai 100mila euro». «Sono arrivati ben quattro commissari liquidatori e a poco meno di anno siamo adesso a 700mila euro di perdita. Chi avrebbe dovuto vigilare, cosa ha fatto?». «Guido Berardi, Domenica Camaioni Sabrina Lucci, del collegio sindacale e quindi i componenti dell’organo di controllo hanno vigilato?» insiste, «siamo un organo in liquidazione, un ibrido tra pubblico e privato tanto che una parte dei dipendenti ha fatto anche ricorso al Tar per farsi riconoscere come personale di enti pubblici. Per via della liquidazione non possiamo partecipare a bandi europei. Abbiamo partecipato a due bandi della Regione da cui di fatto dipendiamo: uno di 50mila euro e uno da 480mila. Per erogarli ci sono volute due garanzie fideiussorie. L’unica agenzia disponibile a erogarle è estera. Dove è la legalità in tutto questo? Di certo al momento c’è solo che il nostro Natale sarà con nove stipendi arretrati e senza tredicesima».
(m.t.)
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