Crac Sertech, piccole imprese a rischio
L’ipotesi di fallimento dell’azienda edile espone i subappaltatori all’incubo di restituire i compensi. Partite le contromosse
L’AQUILA. La recente richiesta di fallimento, nei confronti della ditta edile veneta Sertech, colosso del mattone, pone a rischio alcuni dei pagamenti che l’azienda aveva fatto ai subappaltatori e artigiani che negli anni scorsi hanno lavorato per questa impresa nella ricostruzione.
L’azienda, infatti, è stata scelta per ristrutturare una dozzina di grandi condomìni inagibili all’Aquila, alcuni dei quali completati. Il problema è che, a causa di inadempimenti, il tribunale deve decidere sullo stato di insolvenza. La legge prevede, in queste circostanze, un meccanismo che obbliga il creditore che ha ricevuto il pagamento a restituire l’importo ricevuto per fare domanda di ammissione al passivo. Poi, però, per entrare nello specifico, occorre tenere presente un gran numero di norme complesse, che regolano la procedura caso per caso e che, va precisato, non è affatto automatica.
Ma il rischio, comunque, non è campato in aria secondo i legali che curano questa vicenda per conto delle ditte interessate. Di certo in ballo ci sono centinaia di migliaia di euro. Una contromossa, comunque, c’è stata, ovvero la richiesta di concordato che può salvare l’azienda evitando il fallimento. Ma nessuno è in grado di dire che questa azione preventiva possa andare a buon fine.
Se in alcuni casi questa azienda ha pagato, ve ne sono altri per i quali si è dimostrata insolvente. L’azienda, per via di alcuni mancati pagamenti, ha ricevuto due ingiunzioni di pagamento da parte di altrettante ditte locali che hanno svolto lavori per complessivi 120mila euro. La decisione di avviare questa controversia è maturata vista l’impossibilità, a detta dei legali dei ricorrenti, di ipotizzare, a breve, un pagamento anche parziale. Va comunque detto che la Sertech, subentrata alla ditta Palomar che, a sua volta, aveva ereditato gli appalti da Consta spa, è in realtà “vittima” della mancanza di liquidità, a livello nazionale, imperante nel settore delle costruzioni.
Infatti la Sertech avanza pagamenti dallo Stato per somme considerevoli, per esempio per i lavori svolti al Mose di Venezia, ma i tempi biblici per ottenere il dovuto l’hanno messa in ginocchio. Una crisi di liquidità che sembra destinata a durare a lungo.
E a farne le spese possono essere, per l’appunto, le imprese in subappalto e, ovviamente, i rispettivi fornitori che vantano fatture insolute. I problemi stanno spuntando da ogni parte.
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