Cratere bipartisan: doppio coordinatore Contrasti nell’area 6

10 Novembre 2015

L’AQUILA. Diventano due i coordinatori per i 56 Comuni del cratere del terremoto del 6 aprile 2009: si tratta di Francesco Di Paolo sindaco di Barisciano e Sandro Ciacchi, consigliere comunale ed ex...

L’AQUILA. Diventano due i coordinatori per i 56 Comuni del cratere del terremoto del 6 aprile 2009: si tratta di Francesco Di Paolo sindaco di Barisciano e Sandro Ciacchi, consigliere comunale ed ex sindaco di Goriano Sicoli. Subentrano a Emilio Nusca, per anni sindaco di Rocca di Mezzo e poi rimasto in carica prima come assessore e infine come consigliere delegato, prima che anche l’ultimo legame fosse reciso con la rimozione della delega e, quindi, fosse costretto a dimettersi.

La decisione è stata presa nell’assemblea dei sindaci riuniti a Fossa, sede dell’ufficio speciale per la ricostruzione del cratere. Con la diarchia centrosinistra-centrodestra si accontentano le diverse anime degli amministratori e si scioglie il nodo della successione a Nusca.

Intanto, il sindaco di Caporciano Ivo Cassiani dice no allo spostamento a San Pio delle Camere dell’Ufficio territoriale per la ricostruzione 6 che ha sede nel suo Comune. All’Utr fanno capo Castelvecchio Calvisio, Carapelle Calvisio, Prata d’Ansidonia, San Pio delle Camere, Caporciano e Navelli.

«Comunico il mio totale disappunto sull’eventuale iniziativa che si intende intraprendere da parte di alcuni sindaci della mia area. La decisione sarebbe quella di voler trasferire la sede dell’Utr 6 in altro Comune. Va ricordato che l’individuazione di Caporciano quale sede dell’Utr 6, così come nel caso degli altri dell’area del cratere, è scaturita inizialmente come una decisione ragionata, condivisa e partecipata. Approvata anche, con successive riunioni, dai sindaci e, infine, da tutti i consigli comunali appartenenti a quell’area omogenea, attraverso una convenzione». Cassiani annuncia battaglia: «Viene da domandarsi: a quale tipo di logica risponde la volontà espressa in occasione dell’insediamento del nuovo coordinatore, se non quella guidata dalla necessità di assecondare richieste di parte per “equilibrare” la spartizione di posti appena iniziata?».

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