Creavano false griffe, due denunciati

L’attività illecita veniva svolta in una sartoria abusiva. Sequestrati tutti i capi d’abbigliamento e i marchi “taroccati”
MAGLIANO DE’ MARSI. Avevano creato una specie di sartoria casalinga che serviva a trasformare capi di abbigliamento senza alcun marchio in indumenti di brand blasonati. L’obiettivo era quello di piazzare la merce sul mercato nero facendola pagare dieci volte di più del prezzo di acquisto. A ideare il “giochetto” sono state due persone straniere residenti da anni nella Marsica che, però, sono state scoperte dai carabinieri e denunciate. Tutta la merce, invece, è stata sequestrata.
L’operazione è scattata venerdì quando, durante dei servizi di polizia giudiziaria mirati alla prevenzione della vendita di abbigliamento contraffatto, i carabinieri forestali di Avezzano si sono imbattuti nella sartoria abusiva, nel comune di Magliano de’ Marsi.
I carabinieri forestali hanno eseguito ii controlli e portato a termine il blitz che ha fatto venire alla luce l’attività illecita. Sono stati così denunciati due stranieri, F.A., 30 anni, e S.E.A., di 50, entrambi nati in Marocco ma residenti a Magliano de’ Marsi.
I militari dell’Arma, una volta all’interno dell’appartamento-sartoria, hanno scoperto come avveniva la falsificazione dei capi di abbigliamento. Con una comune macchina da cucire i due denunciati apponevano etichette verosimili di famosi marchi su giacche e pantaloni.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Avezzano, i carabinieri hanno eseguito perquisizioni anche nelle abitazioni private dei marocchini e hanno sequestrato tutta la merce contraffatta. In totale, sono state trovate 50 giacche e numerose etichette e ciondoli che riproducevano noti marchi di abbigliamento pronti a essere cuciti su altro vestiario.
I numeri della contraffazione in Italia, causati da tanti micro-fenomeni come quello di Magliano, sono davvero impressionanti. Lo studio “Trade in counterfeit and pirated goods”, reso noto lo scorso anno a cura dell’Ocse e dell’Ufficio per la proprietà intellettuale dell’Unione europea, stima che il 2,5 per cento degli scambi mondiali sia costituito da beni contraffatti, per un valore corrispondente a 338 miliardi di euro al tasso di cambio dell’epoca, che al tasso odierno equivale a 461,85 miliardi di dollari, una cifra pari al Pil dell’Austria o alla somma del Pil di Irlanda e Repubblica Ceca (le importazioni di merce contraffatta in Europa riguardano il 5% del totale).
Si tratta della prima voce mondiale all’interno dell'”Illicit Trade”, molto superiore al traffico di stupefacenti.
I carabinieri forestali di Avezzano stanno cercando di capire se dietro all’episodio di Magliano possa esserci una regìa più organizzata operante nel territorio marsicano.
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