Cresce il numero dei camosci: 636 gli esemplari nel Parco

11 Gennaio 2019

PESCASSEROLI. Una popolazione stabile ma con differenze all’interno delle singole zone del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Questi il senso dell’ultimo censimento dei camosci realizzato...

PESCASSEROLI. Una popolazione stabile ma con differenze all’interno delle singole zone del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Questi il senso dell’ultimo censimento dei camosci realizzato lungo i 34 percorsi dell’area protetta. Alle operazione, che per il 2018 hanno portato a individuare 636 camosci, di cui 117 nuovi nati (per un tasso di natalità del 18%), hanno partecipato per otto giornate oltre 60 operatori tra personale del servizio scientifico, guardiaparco, carabinieri forestali e volontari.
I numeri, che mostrano un piccolo passo in avanti – nel 2017 la popolazione era di 598 esemplari – ha messo in evidenza un tasso di sopravvivenza al primo anno dei cuccioli arrivato al 67% e la presenza di 93 animali di un anno di vita. «Il monitoraggio ci restituisce un dato sicuramente positivo», afferma il presidente del Parco, Antonio Carrara, «la leggera crescita nella popolazione è un buon segno che ci spinge a non abbassare la guardia sulla conservazione».
La reintroduzione dei camosci è iniziata negli anni Novanta e in tutte e cinque le aree protette presenti nell’Appennino centrale si registrano circa 3mila esemplari. (f.c.)
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