Crimi bacchetta il Comune sul bilancio

30 Marzo 2019

Il sottosegretario: i 10 milioni la prossima settimana, ma Biondi dovrà attivarsi perché il contributo poi verrà ridotto

L’AQUILA. «Il decreto con il quale si assegnano i dieci milioni di euro al Comune dell’Aquila per le maggiori spese e le minori entrate, andrà in Gazzetta ufficiale la settimana prossima. I dieci milioni ci sono e ci sono sempre stati. Ma il Comune deve cominciare a pensare di attivarsi per un suo bilancio».
Lo ha detto il sottosegretario alla Ricostruzione, Vito Crimi (M5S) ieri a margine della prima giornata del convegno sul tema “Fragilità e ricostruzioni. Le risposte alle emergenze”, organizzato dall’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) Giovani, che si conclude oggi a Palazzo dell’Emiciclo.
Crimi ha rassicurato il sindaco Pierluigi Biondi e la città – a dire il vero lo aveva fatto già nel pomeriggio stesso delle dimissioni del primo cittadino – sui dieci milioni che serviranno a coprire lo squilibrio del bilancio comunale. Ma Crimi ha mostrato a Biondi anche il “cartellino giallo”: «Per il 2019, siamo riusciti a mantenere lo stesso contributo, di 10 milioni, previsto nel 2018. Gli altri governi, invece, hanno tagliato 2 milioni l’anno. Avremmo potuto fare lo stesso», ha precisato Crimi, «ma ci rendiamo conto della situazione. E certo non chiederemo dall’oggi al domani al Comune di rientrare con il bilancio. Però dovrà cominciare ad attivarsi».
«La conferenza Stato-Regioni ha approvato la norma per il differimento dei termini per l’approvazione del bilancio di previsione del Comune», ha detto Biondi, specificando che «il termine della proroga è il 30 giugno. Il provvedimento sarà inserito nel decreto a sostegno delle aree colpite dal sisma di Abruzzo, Centro Italia e Sicilia. Il vero obiettivo, ribadito anche dal presidente della Regione, Marco Marsilio, è individuare un percorso normativo che garantisca risorse certe per i futuri bilanci comunali del capoluogo e degli altri centri colpiti dal terremoto del 2009».
Molte le indicazioni arrivate dei giovani costruttori nella prima giornata del convegno Ance. «Una delle misure preventive è semplificare le procedure, le nostre imprese spendono il 7% del loro fatturato in problemi burocratici, circa 11 miliardi di euro», ha detto il presidente nazionale, Regina De Albertis. E poi: «Sono proprio le incertezze e gli ostacoli normativi a favorire la corruzione. Riuscire ad avere norme chiare, accanto ad efficaci controlli, è un argine anche contro la criminalità». Sulle opere pubbliche, ha concluso: «È assurdo che in Italia ci vogliano tre anni per opere sotto i 100 mila euro, e 15 anni in media per gli interventi sopra i 100 milioni».
De Albertis ha sottolineato che «la strada da percorrere per la ripresa e rendere la città attrattiva, è fondare istituzioni come il Gssi».
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