Crimini di guerra, studiosi a confronto
I processi per le stragi dell’esercito tedesco nella Seconda guerra mondiale al centro di un convegno
L’AQUILA. “I processi per i crimini di guerra tedeschi in Italia (1943-1945)” è il titolo di un seminario promosso dalla Corte d’Appello in programma venerdì alle 15 nell’aula magna del palazzo di giustizia di via XX Settembre. I saluti introduttivi saranno affidati a Fabrizia Ida Francabandera (presidente della Corte d’Appello) e Antonella Tozza (direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Abruzzo). Nel corso dell’iniziativa è prevista la proiezione del docufilm “Lo stato di eccezione-Processo per Monte Sole 62 anni dopo” (versione ridotta) di Germano Maccioni, edizioni Cineteca di Bologna. Interverranno, tra gli altri, lo storico Enzo Fimiani (Università D’Annunzio di Chieti-Pescara; Giovanni Canzio, primo presidente emerito della Suprema Corte di Cassazione; Marco de Paolis, procuratore generale militare (Corte militare di Appello di Roma); Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Il seminario – organizzato dalla Corte d’Appello col patrocinio del Miur, della Scuola superiore della magistratura (formazione decentrata dell’Aquila), dell’Anm (Associazione nazionale magistrati) sezione Abruzzo, dell’Ucei (Unione delle comunità ebraiche italiane) – si propone un approfondimento critico dei processi, celebrati o mancati, per i crimini di guerra tedeschi in Italia, ragionando sulle persistenti difficoltà di affermazione dei princìpi del diritto umanitario bellico nella prospettiva della giustizia penale militare e dell’evoluzione della giurisprudenza nazionale e internazionale in materia.
“Lo stato di eccezione”, l’originale docufilm per gli eccidi nazifascisti di Marzabotto-Monte Sole, è l’unico sul processo che ha fatto luce su quelle stragi condotte dall’esercito tedesco per ritorsione nei confronti della popolazione civile e non, come talvolta si è detto, per rappresaglia contro le azioni militari dei partigiani. Le prove dei tragici eventi erano già note alla magistratura militare ed erano custodite a Roma, a Palazzo Cesi, nel cosiddetto “armadio della vergogna”. Per più di un trentennio, dal 1960 al 1994, furono occultati innumerevoli fascicoli relativi a gran parte delle stragi compiute nel corso dell’occupazione tedesca, sicché tutti sembravano aver dimenticato. «Eppure», informano i promotori dell’iniziativa, «nel 2006, nel momento in cui alla Spezia si apriva un processo atteso per oltre sessant’anni, che vedeva sul banco degli imputati 17 ufficiali nazisti accusati degli orrori di Monte Sole, l’opinione pubblica del Paese prestava ad esso un’attenzione minima e superficiale. Un Paese “normale” avrebbe dovuto reagire, interrogarsi, aprire un dibattito, pretendere spiegazioni e approfondire. A fronte della diserzione di gran parte della comunicazione ufficiale e dei media, il documentario costituisce perciò un meritorio e coraggioso atto di impegno civile e di memoria storica. Da esso tutti possiamo trarre giovamento sul piano della conoscenza del nostro passato recente e della consapevolezza dei meccanismi di rimozione collettiva che sviano talvolta il formarsi della pubblica opinione anche intorno a eventi tragici della nostra storia nazionale».
Gli studenti del Laboratorio teatrale e musicale del Liceo Artistico Musicale e Coreutico “Misticoni Bellisario” di Pescara hanno realizzato uno spettacolo teatrale, di cui presentano un breve stralcio, dedicato agli accadimenti storici del 1943, in terra d’Abruzzo, intitolato “Sulla lunga linea di fuoco” che racconta dell’eccidio dei Limmari e del massacro dei “Martiri ottobrini” di Lanciano.

