Crisi a orologeria, Pingue “salva” il sindaco Casini

8 Febbraio 2019

Il capogruppo ribelle rimanda a dopo il voto la firma delle dimissioni contestuali  La minoranza torna alla carica con la richiesta di un consiglio straordinario

SULMONA. Tutto rimandato a dopo le elezioni. I consiglieri di minoranza dopo essersi incontrati e aver constatato che il capogruppo di Avanti Sulmona, Fabio Pingue, non è disposto prima di domenica a firmare le dimissioni contestuali insieme agli altri sette consiglieri d’opposizione, hanno deciso di rimandare ogni discorso al prossimo consiglio comunale quando il sindaco Annamaria Casini sarà chiamata a fare la conta per vedere se esiste ancora una maggioranza. Già la settimana prossima, alla luce del risultato elettorale, la minoranza tornerà alla carica per chiedere un immediato consiglio straordinario per una resa dei conti tra i gruppi che attualmente appoggiano l’amministrazione Casini. L’ipotesi più probabile è che la Casini ripeta l’appello all’intero consiglio per andare a trovare i voti che le consentirebbero di poter andare avanti. Ma non sembra che le forze di minoranza siano disposte ad accogliere l’appello che il primo cittadino aveva già fatto, senza successo, lo scorso mese di agosto ritirando le dimissioni che aveva dato, costretta dalle critiche che le avevano lanciato contro i due consiglieri di maggioranza Andrea Ramunno e Fabio Pingue. Allora Annamaria Casini disse che tornava alla guida della città perché non poteva lasciare Sulmona all’ennesimo e lungo commissariamento «in un momento in cui il nostro territorio è minacciato da ridimensionamenti o chiusure di servizi essenziali, come sanità, giustizia, istruzione e progetti impattanti, primo tra tutti quello della Snam, che potrebbe compromettere definitivamente una prospettiva di rinascita della città».
Un appello che però rimase inascoltato dalla minoranza tanto chela Casini fu costretta ad andare avanti con gli stessi gruppi che avevano dato vita al suo progetto civico che, in quell’occasione, lei stessa aveva dichiarato concluso proprio con le dimissioni rassegnate l’11 agosto e ritirate 20 giorni dopo. Nel discorso con cui apriva l’amministrazione a un vero e nuovo confronto con l’intero consiglio comunale il sindaco fece la proposta di un governo di responsabilità perché Sulmona «è una città martoriata da troppi anni, che necessita dell’unione di una pluralità di forze per tornare a risplendere».
Concetti che sicuramente il primo cittadino tornerà a ripetere anche nei prossimi giorni quando sarà chiamato a rimettere insieme i cocci del dopo elezioni e a fare i conti con l’uscita dalla maggioranza del gruppo socialista di Avanti Sulmona. Anche se questa volta ricucire la situazione sembra molto più difficile. A meno che qualcuno dai banchi della minoranza non lanci la ciambella di salvataggio permettendo al sindaco Casini di poter continuare a guidare una nave che, però, appare piena di falle.
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