Crisi Accord, solo dichiarazioni d’intenti

12 Giugno 2019

Al consiglio comunale straordinario assenti proprietà, parlamentari e Regione. I lavoratori: tutelateci

L’AQUILA. I lavoratori hanno chiesto di «non essere utilizzati e strumentalizzati per fini diversi dall’interesse prioritario, cioè la salvaguardia dei posti». In aula, mentre si svolgeva la seduta straordinaria del consiglio comunale dedicata alla vicenda Accord Phoenix, è arrivata una lettera a firma del personale e delle Rsu di Fim, Fiom e Uilm, con la richiesta di «non essere messi in secondo piano». Il nuovo caso giudiziario che ha investito l’azienda ha trascinato con sé risvolti politici, tanto da finire all’attenzione dell’assise cittadina. E alla fine è stato approvato un ordine del giorno che impegna il sindaco e il presidente del consiglio “ad assumere informazioni circa l’utilizzo dei fondi già erogati, gli investimenti previsti e le assunzioni da completare”. A dover rispondere sarà la proprietà, poi gli amministratori riferiranno in aula. Il documento ha avuto 17 voti favorevoli: si sono astenuti Pd, Passo Possibile, Socialisti democratici e Articolo 1. Va ritenuto”, si legge nell’odg, “che la salvaguardia degli occupati attuali e di coloro che, così come previsto dagli accordi stipulati, sono ancora in attesa di essere rioccupati sia prioritaria”. Inoltre, si impegna il sindaco a inserire “di concerto con l’assessore alle Attività produttive, nel prossimo bilancio di previsione le linee di indirizzo per i progetti da presentare a valere sui fondi Restart del 4%”. Da sottolineare l’assenza sia dei vertici aziendali, che di diversi assessori. Non c’erano parlamentari, né rappresentanti della Regione. E il sindaco Pierluigi Biondi ha lasciato l’aula in anticipo, per impegni istituzionali a Roma, senza intervenire. «Questa non è un’aula di tribunale», ha affermato il presidente dell’assise, Roberto Tinari, «visto che il consiglio ha come scopo quello di offrire senza paura alla città, ai presenti, ai lavoratori, ai sindacati, alle parti sociali la possibilità di un confronto». Il consigliere Lelio De Santis ha stigmatizzato l’assenza dei vertici aziendali, «che hanno perso una buona opportunità per spiegare le loro ragioni e per mostrare rispetto verso l’istituzione comunale e le maestranze». I lavoratori sperano in un decorso giudiziario rapido, che accerti la verità garantendo l’occupazione. Nella lettera viene sottolineato che «il finanziamento accordato e solo parzialmente erogato, è stato frutto di una lunga e attenta analisi valutativa di Invitalia, organo dello Stato». E ancora: «Nel racconto delle vicende giudiziarie di alcuni dirigenti dell’azienda, 53 famiglie aquilane, perlopiù monoreddito, a cui è stata data una prospettiva di futuro, sono state messe in secondo piano e in alcuni casi dipinte come un’armata Brancaleone, male equipaggiata e al seguito di inadeguati condottieri». Non è mancato un riferimento al fatto che Accord sia stato «l’unico vero insediamento industriale degli ultimi anni all’Aquila».