Crisi al Comune, l’aut aut del sindaco

23 Febbraio 2019

Casini: «48 ore per una giunta di responsabilità o dimissioni per tornare al voto a maggio». Pd pronto a sostenerla

SULMONA. «O entro domani si fa un governo di responsabilità o si va tutti a casa». Un vero e proprio ultimatum quello lanciato dal sindaco Annamaria Casini nel consiglio comunale informale che il primo cittadino ha fortemente voluto per far uscire tutti i consiglieri allo scoperto, per poter scongiurare un commissariamento lungo 15 mesi. Un commissariamento che nessuno dei consiglieri comunali ieri, presenti in aula ha detto di volere ma verso il quale “sotto sotto”, spingono almeno tre gruppi politici cittadini: Sbic, Avanti Sulmona e Sulmona Democratica di Mimmo di Benedetto, che mirano a recuperare tempo per riorganizzare le “truppe” e poter così contrastare lo strapotere elettorale di Andrea Gerosolimo, confermato con la prova di forza data alle regionali vinte dalla moglie Marianna Scoccia, sindaco di Prezza, contro tutto e tutti.
Dei sette consiglieri di minoranza pronti a firmare le dimissioni contestuali il solo Mauro Tirabassi ha infatti confermato in maniera perentoria di volerlo fare. Tutti gli altri giocano a nascondino con l’obiettivo di arrivare indenni fino a domani, ultimo giorno utile per andare ad elezioni già dal mese di maggio. Al contrario sei consiglieri di maggioranza hanno annunciato di essere pronti a firmare già da oggi qualora non si arrivi all’accordo per il governo di salute pubblica chiesto dal sindaco, in maniera ufficiale e con tanto di aut aut nella riunione informale del consiglio di ieri mattina. E che stia facendo sul serio il sindaco lo ha lasciato intendere fat subito nel suo discorso annunciando l’azzeramento dell’esecutivo e la fine della maggioranza civica con la quale aveva vinto le elezioni.
«Da mesi sono costretta ad operare in una continua instabilità politica accompagnata da inevitabili rallentamenti nell’azione amministrativa, con intermittenti minacce di dimissioni congiunte per un’interruzione anticipata della consigliatura», ha detto il sindaco in apertura. «Tenendo presente la data di domani ( 24 febbraio) ultimo giorno utile per lo scioglimento del consiglio comunale per andare al voto tra tre mesi e non tra quindici, ho deciso di confrontarmi, nelle prossime 48 ore con ciascuno di voi per verificare se ci sono le condizioni per far nascere una giunta che io definirei di responsabilità, in modo tale da affrontare le annose questioni che attanagliano il nostro territorio, quali sanità, centrale Snam, tribunale. Qualora entro domenica emergesse la volontà di proseguire non esiterò ad andare avanti attraverso la costituzione di una giunta di responsabilità fino a fine mandato. Al contrario, se questa ipotesi venisse meno», ha concluso il sindaco, «chiederò a tutti voi di sottoscrivere le dimissioni contestuali, entro domenica pomeriggio, per permettere l’esercizio del diritto di voto ai nostri concittadini a maggio prossimo».
All’appello di Casini ha finora risposto solo il Partito democratico guidato da Bruno Di Masci che si è detto pronto, insieme agli altri due consiglieri comunali, Fabio Ranalli e Antonio Di Rienzo, ad appoggiare una giunta a termine fissando alcune priorità da risolvere entro l’autunno quando sarà fatto un primo bilancio.
Contrari all’accordo tutti gli altri gruppi d'opposizione come pure la consigliera di maggioranza Roberta Salvati, che continua spingere per una improbabile ricomposizione del gruppo che ha vinto le elezioni, ormai dissolto con l’uscita dalla maggioranza di Fabio Pingue e Katia di Marzio. Decisione ribadita nel corso dell’incontro di ieri dove è esploso con fragore lo scontro tra il sindaco e i due esponenti di Avanti Sulmona additati dalla Casini come i maggiori responsabili della crisi politico-amministrativa del Comune. Se non ci saranno sorprese dell'ultima ora, già da oggi dovrebbero uscire i primi nomi del nuovo esecutivo figlio dell'accordo tra sindaco e Partito democratico. In caso contrario arriverà un commissario prefettizio fino a maggio, a patto che si riescano a trovare nove consiglieri comunali pronti a firmare le dimissioni entro domani.
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