Crisi di giunta al Comune Le due anime della Lega

Falchi e colombe nell’alleato dopo l’attacco a Biondi che ha punito tre assessori De Santis (Idv) e Potere al Popolo: è tutta una pantomima dannosa per la città
L’AQUILA. Ma siamo sicuri che gli attacchi della Lega – finora senza alcuna rettifica da parte dei vertici – alla giunta di Palazzo Fibbioni siano stati diretti al sindaco Pierluigi Biondi e alla sua gestione e non, invece, quale segnale di una guerra intestina per la leadership aquilana del Carroccio?
È una delle chiavi di lettura di una pseudo-crisi aperta dalle invettive del capogruppo in consiglio comunale Francesco De Santis, che non è mai banale nei suoi interventi e sa sempre dove vuole andare a parare.
Le bocche cucite con filo triplo ritorto da parte dei vertici della Lega e la mancata cacciata dei tre assessori leghisti dalla giunta (Taranta, Ferella e Aquilio), che si sono visti sottrarre per ora soltanto le deleghe dal sindaco, la dicono lunga su cosa potrebbe esserci sotto questa pseudo-crisi. Tempo fa ci aveva provato il coordinatore regionale e deputato della Lega Luigi D’Eramo: voleva “rimettere in riga” la giunta, sempre con minacce di far mancare l’appoggio a Biondi. Ma c’è sempre stata qualche stampella a salvare il primo cittadino targato Fratelli d’Italia e la questione è andata scemando. Anche grazie alla maggiore visibilità ottenuta dalla Lega. Ma gli ultimi dieci giorni sono stati tribolati per il Carroccio: a cominciare dal dietrofront di alcune forze politiche della maggioranza sulla vicenda del nuovo centro commerciale a Centi Colella e per finire con le nomine nella Gran Sasso Acqua, dove Biondi ha fatto da padrone e sotto, coadiuvato da forze “sinistre”. Fatto sta che ritirando le deleghe a tre assessori la giunta, per il momento, è paralizzata. La mediazione che ha nella testa il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, per tentare di ricucire gli strappi nel centrodestra dell’Aquila e Avezzano, arriverà al termine di trattative già in corso, con incontri sommersi. Certo che ora i galli nel pollaio della Lega sono due: D’Eramo e il vicepresidente della giunta regionale, Emanuele Imprudente. Di fronte a questa situazione il centrosinistra che prova a fare opposizione non ci sta. Come Lelio De Santis, dell’Idv: «La crisi al Comune, con lo scontro tra Lega e FI, danneggia la città. È trascorsa una settimana dalla dichiarazione di guerra, o di finta guerra, tra la Lega e il sindaco e la crisi continua a essere avvolta nel mistero dei giochi della politica peggiore, fatta di avvertimenti e minacce al solo scopo di difendere posizioni di potere».
«Abbiamo assistito a prove di forza e pantomime del miglior avanspettacolo», è il pensiero di Potere al Popolo. «La sensazione è che anche stavolta finisca tutto a tarallucci e vino». Paolo Romano (Italia Viva) sfida Biondi a un confronto pubblico. Stefano Palumbo (Pd) denuncia la paralisi dell’attività amministrativa.
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