Crisi e Covid, fenomeno in crescita

3 Dicembre 2022

Aiuti offerti da Jubilaeum, sportello della diocesi nato dopo una tragedia nel 1995

AVEZZANO. Con la crisi economica causata dall’emergenza sanitaria e con la recente crisi energetica legata alla guerra in Ucraina sempre più persone si rivolgono agli usurai. Le vittime dell’usura sono spesso famiglie o aziende in difficoltà economiche alle quali è precluso il credito bancario in ragione della loro presumibile insolvenza. Ma una volta che si cade nella rete degli strozzini è difficile venirne fuori indenni. Chi concede prestiti a tassi d’usura conta, infatti, di rivalersi, in caso di mancato pagamento, sul patrimonio del debitore, che accetta il prestito anche a tali condizioni, sperando di poterlo comunque restituire.
Lo sa bene don Antonio Salone, parroco della chiesa dello Spirito Santo di Avezzano, che dal 1998 offre supporto alle famiglie e agli imprenditori vittime di usura. La sua fondazione Jubilaeum onlus dà un aiuto concreto proprio a coloro che intendono uscire dal tunnel. Il punto di ascolto si trova nella sede del Vescovado.
La fondazione è nata nel 1998 dopo un tragico fatto di cronaca: il suicidio di un’intera famiglia dal viadotto di Pietrasecca nel 1995 che diede impulso all’accordo tra le diocesi di Avezzano, Sulmona e L’Aquila con l’Abi (Associazione bancaria italiana) che si occupa di gestire i fondi di prevenzione all’usura. Il giro di affari annuo dell’usura in Italia è stimato in 30 miliardi di euro ed interesserebbe 150mila esercizi commerciali. È inoltre stimato che per il 36 per cento tale giro di affari illecito sia controllato dal crimine organizzato. Negli ultimi anni l’attenzione per il fenomeno è tornata ai massimi livelli: la crisi economica causata dall’emergenza sanitaria, fatta di divieti e limitazioni soprattutto per le attività commerciali, ha creato non poche difficoltà a imprenditori e commercianti molti dei quali costretti a rivolgersi agli usurai per non fallire. Inutile ricordare le manifestazioni di piazza dei commercianti durante l’emergenza sanitaria schiacciati dalle chiusure imposte dal governo a fronte di minimi ristori arrivati, per alcuni, con molto ritardo. Ad aggravare la situazione ci ha pensato poi la recente crisi energetica che ha fatto raddoppiare e il alcuni casi triplicare le bollette di luce e gas per aziende e negozi. (f.d.m.)