Crisi in Comune, lite sul quinto assessore

7 Febbraio 2020

Verso la conferma Mariani e Cozzi, via libera per Di Cesare e Bianco ma non per il presidente Unpli

SULMONA. Si litiga sul quinto assessore. Dopo la rinuncia per incompatibilità di Giuseppe Ninu, l’ex comandante della scuola di polizia penitenziaria di Sulmona, si è aperto un duro braccio di ferro all’interno degli ex del Pd chiamati dal sindaco ad indicare due assessori su cinque. Al momento infatti sarebbero confermati Stefano Mariani e Manuela Cozzi ai quali si aggiungerebbero l’avvocato Luigi Di Cesare e la commercialista Marina Bianco. Come quinto era stato indicato Raffaele Di Santi, presidente provinciale dell’Unpli, ma il suo nome non ha riscosso pieno consenso. Ora si sta cercando di arrivare a individuare un nome che metta tutti d’accordo. Una situazione che sta allungando i tempi di una crisi che ha bloccato l’attività amministrativa del Comune. Anche ieri infatti, Annamaria Casini è tornata a rivolgere un appello alla maggioranza affinché si chiuda in fretta l’accordo. Intanto, si muovono le minoranze anche loro divise su come affrontare la crisi in atto. I tre consiglieri del centrodestra vogliono andare avanti con la mozione di sfiducia mentre il resto della minoranza, i tre di Italia Viva più l’esponente di Sbic, puntano a un consiglio straordinario in cui affrontare la situazione ma senza alcun voto. A tal proposito ieri mattina hanno presentato la richiesta di consiglio comunale urgente per discutere ancora una volta della crisi aperta dalle dimissioni di quattro assessori su cinque, rassegnate il 21 gennaio. «Come forze di opposizione abbiamo anteposto il nostro senso istituzionale a tutto il resto, mantenendo toni improntati ad un agire critico ma responsabile», affermano Fabio Pingue, Francesco Perrotta e Maurizio Balassone, «mettendo davanti a tutto il bene di una città resa ancora più fragile dalle continue crisi che durano ormai da 20 anni. Tuttavia dopo 15 giorni in cui la città è rimasta senza governo è necessario che le forze di maggioranza e il sindaco vengano i a riferire in consiglio comunale, sulla situazione». Ma i tre del centrodestra Mauro Tirabassi (Fratelli d'Italia), Elisabetta Bianchi (indipendente) e Roberta Salvati (Lega), non demordono e premono affinché in consiglio venga portata anche la mozione di sfiducia, così da delineare una volta per tutte chi è in maggioranza e chi all’opposizione. Anche se l’obiettivo non nascosto è quello di sfaldare ulteriormente il fronte della maggioranza nella speranza che al momento del voto in aula, almeno un paio di loro (Di Masci e Claudia Fauci) si aggiungano ai 7 di minoranza decretando la fine anticipata della legislatura. (c.l.)
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