Crisi in Comune, spunta una via d’uscita

14 Agosto 2018

L’opposizione pronta ad aprire a un governo di salute pubblica per scongiurare il quinto commissariamento consecutivo 

SULMONA. Aprire all’opposizione per un governo di salute pubblica che punti su alcuni obiettivi prioritari da raggiungere da qui fino alla fine del mandato, in modo da non lasciare la città per la quinta volta consecutiva nelle mani del commissario prefettizio. È la proposta venuta fuori dalla riunione dei capigruppo che si è tenuta ieri pomeriggio a Palazzo San Francesco, sede del Comune di Sulmona.
Una riunione dalla quale è emerso che tutti i consiglieri comunale, se si eccettua Andrea Ramunno rimasto saldamente sulle sue posizioni, sono alla ricerca per trovare una via d’uscita alla crisi esplosa con fragore in Comune, e convincere in questo modo la sindaca Annamaria Casini a ritirare le proprie dimissioni.
L’assist a sorpresa è arrivato dai banchi dell’opposizione e più precisamente dal capogruppo di Forza Italia, Elisabetta Bianchi, la quale dopo mesi passati a chiedere le dimissioni del sindaco è arrivata a chiedere un consiglio di verifica della crisi politica davanti alla città.
Una sortita che ha mandato su tutte le furie il leader del Partito democratico, Bruno Di Masci, il quale ha puntato il dito sulla Bianchi accusandola di «pensare più alla poltrona e alla sua permanenza in consiglio comunale» che agli «interessi veri della città», che secondo Di Masci da «due anni non ha un’amministrazione comunale». «La ricreazione è finita», ha ribadito l’ex sindaco, invitando la sindaca, così come aveva fatto nell’ultimo consiglio comunale, a starsene a casa per il bene della città, «se la Bianchi vuole, vada in maggioranza, per noi sarà un grosso favore. È l’immagine della incoerenza: prima tra i falchi più rapaci, ora colomba di pace. Qualche mese fa fare ricorso a un governo di salute pubblica avrebbe avuto un senso. Oggi non più».
Intanto, il consigliere comunale Fabio Pingue, indicato tra i principali responsabili della crisi, rispedisce al mittente ogni accusa. «Ramunno chiede le dimissioni, il sindaco le dà, Bruno Di Masci intrallazza e vogliono tirare me in questo teatrino. No grazie», afferma Pingue, «Amori, esponente della lista del sindaco è latitante da mesi. Ho sempre lavorato per portare avanti i progetti amministrativi mettendo al centro l’interesse della città. Mi sono astenuto solo una volta su un inversione di un punto all’ordine del giorno che non può essere motivo di una crisi. Faccio parte a tutti gli effetti della maggioranza. Ma questo non significa accettare supinamente ogni decisione politica che non rientri nel programma amministrativo. No, a questo non ci sto».
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