Crisi, per Di Piero tutto da rifare
Nannarone chiama alle sue responsabilità il sindaco: «Ora faccia le proposte»
SULMONA. Tutto da rifare per il sindaco Gianfranco Di Piero. Quando sembrava che tutto fosse stato risolto e che il primo cittadino fosse riuscito a trovare la quadra per risolvere la crisi politica aperta in maggioranza, la situazione è di nuovo scivolosa. Dopo aver appreso che il Partito democratico è intenzionato a restare fuori dall’esecutivo, dando l’appoggio esterno al nuovo corso che la dovrebbe vedere direttamente coinvolta nell’amministrazione nel ruolo di assessore, Teresa Nannarone è uscita allo scoperto affermando che le responsabilità della soluzione o meno della crisi, sono esclusivamente in capo al primo cittadino. «Non posso accettare il messaggio chela crisi dipenda dalle decisioni della sottoscritta», afferma l’ex presidente del Partito democratico, «anzi posso dire che nulla dipende da me poiché ho fatto delle proposte molto precise. Siamo in attesa di sapere se un nuovo quadro politico possa comporsi o no», ha precisato Nannarone. «È un problema legato alla politica e non alle poltrone perché se così fosse sarei andata a fare l’assessore un anno fa o tre mesi fa, quando mi è stato espressamente chiesto dal sindaco. Per cui anche un mio eventuale ingresso nell’esecutivo è legato al fatto che ci sia discontinuità con i primi due anni, l’azzeramento della giunta e che ci siano alcuni punti precisi da realizzare in tempi brevissimi nell’interesse della città, a condizione che tutte le forze che compongono questa coalizione, o quel che resta di Liberamente Sulmona, si impegnino allo stesso modo. Compreso il Pd che pare voglia dare l’appoggio esterno alla nuova amministrazione. Una condizione, quella del Pd che non posso accettare. Il sindaco deve dire ai gruppi che compongono la coalizione di fornire una rosa di nomi e su quei nomi scelga la sua giunta attraverso le indicazioni arrivate da gruppi e partiti».
«l sindaco», ha concluso, «faccia quindi la sua giunta, la proponga e si esca da queste sabbie mobili senza che vengano addossate a me la responsabilità che sinceramente non sento di avere». (c.l.)
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