Crisi politica, la Cosimati s’infuria

La presidente del consiglio: «Chiarezza dalla maggioranza, hanno 13 voti per cacciarmi?»
AVEZZANO. Pretende chiarezza dalla maggioranza guidata dal sindaco Gabriele De Angelis, prima del prossimo consiglio comunale in agenda martedì 24 aprile. Iride Cosimati, presidente del consiglio comunale da giorni al centro delle discussioni politiche (nei suo confronti è stata depositata una mozione di sfiducia firmata dalla coalizione Di Pangrazio e da Francesco Eligi dei 5 Stelle), lancia una sorta di ultimatum. La Cosimati è rimasta al suo posto nonostante il ribaltone sancito dal Consiglio di Stato e il suo caso rappresenta l’ennesima frizione in questa amministrazione.
«Voglio chiarezza dalla maggioranza», sostiene la Cosimati, «e la pretendo prima del 24 aprile. Ci sono i tredici voti necessari a sfiduciarmi? Devo sapere se ci sono le condizioni per andare avanti. Sono stata eletta con 17 voti e la situazione dal punto di vista legislativo è trasparente. Posso restare legittimamente al mio posto, altrimenti dovrebbero essere invalidati tutti gli atti compiuti finora dal consiglio comunale. Sono state dette tante cattiverie sul mio conto, sono state fatte delle invenzioni pur di attaccarmi. È l’ora di fare chiarezza».
Aria tesa anche sul fronte consiglieri. Come conferma Vincenzo Paciotti, che replica a quanti lo accusano di “abusivismo politico”.
«La Federazione tra i gruppi di Partecipazione popolare e Innovazione per Avezzano è cosa fatta, senza ombra di smentita da parte mia, che parlo oltre che a titolo personale anche come unico rappresentante in consiglio comunale di Innovazione per Avezzano», afferma Paciotti, «sono entrato in consiglio al posto di Emilio Cipollone, dimessosi per assumere il ruolo di vicesindaco, non per fare una cortesia al sottoscritto, quanto per una propria legittima aspirazione. Occorre precisare che è stata una decisione unilaterale del sindaco quella di non riconfermare Emilio Cipollone, nonostante i miei interventi volti al mantenimento del suo ruolo. Due giorni fa ho chiesto un incontro urgente al primo cittadino per riottenere la giusta rappresentanza del mio gruppo all’interno della giunta. Non siedo in consiglio perché ho perpetrato un abuso politico, come da qualcuno insinuato, ma perché al momento Annalisa Cipollone non ha saputo mantenere la propria posizione. Attendo fiducioso e con serenità le decisioni degli organi preposti». (r.rs.)
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