Crisi politica, le opposizioni all’attacco

Il centrosinistra sferza la maggioranza: «Città ostaggio delle beghe del centrodestra». Ma anche la minoranza è spaccata
L’AQUILA. Una città «ostaggio della crisi di maggioranza, abbandonata al suo destino e non amministrata», relegata «all’ultimo posto degli interessi dei suoi amministratori, concentrati a mantenere gli equilibri nazionali e regionali rispetto ai quali i problemi della città restano sullo sfondo».
Un duro attacco quello che le opposizioni di centrosinistra (tutti, meno il Passo possibile e Coalizione sociale), e cioè il capogruppo del Pd Stefano Palumbo, il consigliere ed ex segretario comunale del Pd Stefano Albano, il capogruppo di Articolo 1 Giustino Masciocco, quello dell’Idv Lelio De Santis, il consigliere di L’Aquila sicurezza e lavoro Angelo Mancini e il segretario regionale di Articolo 1, Fabio Ranieri, hanno rimarcato in una conferenza stampa a Villa Gioia. Una presa di posizione ritenuta da alcuni un po’ tardiva, dato che la crisi della maggioranza si materializza il 23 dicembre ma «ha radici ben più lontane», come gli stessi esponenti del centrosinistra hanno rimarcato. «Nessuno si degna di spiegare alla città i veri motivi della crisi politica della maggioranza», ha detto Palumbo. «Non si capisce la Lega che fine farà, se gli assessori (e quali) verranno rimossi». Unica certezza è che il sindaco Pierluigi Biondi ha ordinato ai suoi, con un messaggio inviato nella chat degli assessori, di «non rilasciare dichiarazioni» alla stampa fino a nuove disposizioni. Un ordine rispettato alla lettera: gli assessori sono praticamente irreperibili, tornati in alcuni casi al loro lavoro negli uffici professionali in città o a Roma in attesa di sviluppi.
«Siamo alla paralisi amministrativa, perché la giunta non si è più riunita e i dirigenti non sanno come spendere le risorse di Bilancio», ha ribadito Palumbo. Masciocco, che ha definito Biondi «un pavido», ha sottolineato invece le pressioni su Biondi del partito di Fratelli d’Italia, da Etel Sigismondi (segretario regionale) al governatore Marco Marsilio, fino all’assessore regionale Guido Liris e persino la leader nazionale Giorgia Meloni. Ma anche la presa di posizione del centrosinistra sa di resa dei conti interna. Altrettanto evidente è, infatti, anche la frattura tra le forze politiche del centrosinistra, ieri concretizzatasi nell’esclusione dei due gruppi politici. Una situazione imbarazzante, che ha visto, mezz’ora più tardi, il capogruppo del Passo possibile, Romano, impegnato in una conferenza stampa su altri temi, sempre a Villa Gioia. Una spaccatura nata dalla decisione del consigliere comunale e regionale Americo Di Benedetto di votare il bilancio salvando la maggioranza da un sicuro flop (in quel consiglio la Lega non si presentò in aula, ad eccezione di un assessore). Tutti gli esponenti del centrosinistra ieri hanno rimarcato la distanza rispetto al Passo possibile, da Albano a Ranieri, fino a Mancini.
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