Critiche all’uscita di Pratola dalla centrale di committenza

14 Ottobre 2017

SULMONA. Una città paralizzata a partire dalla fine del mese. La previsione è del consigliere comunale di minoranza Bruno Di Masci, che ha presentato un’interrogazione al sindaco Annamaria Casini...

SULMONA. Una città paralizzata a partire dalla fine del mese. La previsione è del consigliere comunale di minoranza Bruno Di Masci, che ha presentato un’interrogazione al sindaco Annamaria Casini sulla questione della Centrale unica di committenza. Solo che con l’uscita di Pratola, che ha deliberato di entrare in quella di Uve dei peligni, la Cuc sarà sciolta. E anche gli impegni di Prezza e di Roccacasale a voler entrare nella centrale sulmonese non saranno operativi prima del nuovo anno. «Fino ad allora», afferma Di Masci, «sono destinate a restare in sospeso le gare “di rilievo europeo” per la fornitura dei farmaci, per i servizi assicurativi, per quelli di pulizia e refezione scolastica, per l’accertamento e riscossione dei tributi minori. In stallo anche i lavori pubblici. Lo scioglimento della Centrale unica di committenza», aggiunge Di Masci, «porta alla non realizzazione, almeno per quest’anno, dei lavori pubblici, previsti dal piano triennale 2017-2019 con il relativo cronoprogramma degli interventi 2017, approvati dal consiglio comunale del 22 aprile 2017. A ciò si aggiunge la profonda lacerazione del nostro territorio», continua il consigliere, «con la rottura di un patto istituzionale in piedi da anni». (f.p.)
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