Crolli, scongiurata la prescrizione

Fissati i processi in Cassazione: 11 maggio la Casa dello studente e il 1° giugno udienza sulla tragedia di via Rossi
L’AQUILA. I timori che i principali processi sui crolli andassero in prescrizione il 6 ottobre sembrano fugati: l’11 maggio si terrà in Cassazione l’udienza per la Casa dello studente (otto vittime) e il 1° giugno quello sulla tragedia di via Generale Rossi (17 vittime). Due drammi avvenuti a poche decine di metri di distanza. Lo rende noto l’avvocato Wania Della Vigna, che assiste alcune parti civili. I processi sono stati fissati dal presidente della Cassazione, Giovanni Canzio, che conosce bene la realtà post-sisma aquilana in quanto ex presidente della Corte d’appello.
Nel processo per il crollo della Casa dello Studente hanno proposto ricorso per Cassazione gli imputati Berardino Domenico Pace, Pietro Centofanti, Tancredi Rossicone, difesi dagli avvocati Mercurio Galasso e Massimo Galasso. Si tratta di coloro che fecero i restauri nel 2000 e Pietro Sebastiani, funzionario Adsu, assistito dagli avvocati Angelo Colagrande e Attilio Cecchini.
La sentenza è quella pronunciata dalla Corte di Appello il 28/04/2015, che ha confermato quella emessa il 6 febbraio 2013 dal gup Giuseppe Grieco, con la quale gli imputati sono stati condannati per avere dato, «in cooperazione, un contributo causale al crollo della Casa dello studente». I reati contestati sono disastro colposo, crollo di edificio, omicidio colposo plurimo, lesioni colpose plurime.
Va a rilento, invece, la causa civile per il risarcimento. Di recente, infatti, la Regione che è stata citata per danni, ha a sua volta chiamato in causa il ministero dell’Istruzione, l’Adsu, l’Ateneo e gli imputati. Per questa ragione il giudice ha rinviato l’udienza ad altra data.
Fissato, al 1° giugno 2016, sempre in Cassazione, il processo per il crollo del palazzo in via Generale Francesco Rossi ove morirono17 persone, tra cui molti studenti universitari fuori sede. Il ricorso è dell'unico imputato, l’ingegner Diego De Angelis al quale furono inflitti in appello un anno e undici mesi di reclusione. Il tecnico è assistito da uno dei luminari dell’avvocatura italiana, Franco Coppi.
De Angelis, stimato tecnico e professore, fu coinvolto nella sua triplice posizione di ingegnere, direttore dei lavori di rifacimento del tetto di copertura e amministratore del condominio. Egli è accusato di una condotta omissiva per una mancata valutazione di adeguatezza statica e sismica dell’edificio collassato. A lui, comunque, al di là dell’aspetto processuale, va la solidarietà delle parti civili in quanto anche sua figlia perse la vita nel crollo di quel palazzo realizzato negli anni Cinquanta.
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