Crollo con 13 vittime, nuovo rinvio

28 Marzo 2017

Processo aggiornato al 17 maggio davanti alla Corte d’Appello di Perugia

L’AQUILA. Ancora un rinvio per uno dei più importanti processi sui crolli. Si tratta della tragedia di via D’Annunzio, in centro storico, nel quale morirono tredici persone. Ieri il processo, ormai prescritto, si doveva tenere davanti alla Corte d’Appello di Perugia, ma è stato aggiornato al 17 maggio. Si tratta di un processo dalla storia lunga. L’unico imputato, che rigetta ogni accusa, è l’ingegnere Fabrizio Cimino, il quale fece dei restauri nel 2000 e, secondo la Procura, dirigendo quei lavori e leggendo le carte si sarebbe dovuto rendere conto che l’edificio era stato progettato male negli anni Sessanta quando fu realizzato.

In primo grado ci fu una condanna a tre anni e mezzo per omicidio colposo plurimo che fu ridotta in Appello a un anno e dieci mesi. In Cassazione, però, la condanna fu annullata e gli atti sono stati rimessi alla Corte d’Appello umbra. Proprio questo percorso quantomai lungo del procedimento ha fatto in modo che verrà dichiarata la prescrizione. Anche perché comunque la decisione di appello sarebbe impugnabile di nuovo in Cassazione con il passaggio di altri mesi. Sotto accusa, per la verità, in un processo parallelo, c’è anche un altro imputato, ultraottantenne, che si era trasferito in Venezuela e che non è stato mai rintracciato. Al punto che non si sa nemmeno se sia ancora in vita.

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