Crollo del tetto al palasport, 9 indagati

23 Marzo 2017

Introdacqua, dopo 5 anni il primo esito. Coinvolti sindaco ed ex primo cittadino, progettisti, tecnici comunali e dell’impresa costruttrice

INTRODACQUA. Due sindaci sotto inchiesta e altre sette persone indagate, tra tecnici e responsabili della ditta esecutrice dei lavori, destinatari di altrettanti avvisi di garanzia.

È il primo esito dell’inchiesta aperta dalla procura della Repubblica di Sulmona, sul crollo del palazzetto dello sport di Introdacqua, che arriva dopo ben cinque anni dall’evento. Il tetto della struttura, inaugurata nel 2008, è crollato appena 4 anni dopo, sotto il peso della neve. Nel mirino della Procura sono finiti il sindaco Terenzio Di Censo e il suo predecessore, Giuseppe Giammarco, entrambi per ipotesi di abuso d’ufficio. Secondo la Procura, prima Giammarco e poi Di Censo si sarebbero rifiutati di convocare il consiglio comunale, come richiesto dalla minoranza, al fine di avviare una discussione per arrivare a stabilire le responsabilità del cedimento del tetto del fabbricato, in modo da agire in via stragiudiziale nei confronti dei responsabili del crollo. «L’accusa mossa provvisoriamente nei confronti dell’ex sindaco, come del resto dell'attuale, è ingiusta e non ha alcun fondamento giuridico», afferma l’avvocato Luca Tirabassi, difensore dei due primi cittadini, «come confidiamo serenamente di poter dimostrare attraverso gli strumenti difensivi a ciò preposti, già in questa fase preliminare».

Insieme ai due sindaci sono stati raggiunti da avviso di garanzia l’architetto progettista e direttore dei lavori, Gianni Giorgi, l’ingegnere capo del Comune di Introdacqua, Pasqualino Susi; Giuseppe Verna, legale rappresentante della ditta subappaltatrice che ha eseguito i lavori sul tetto. Sotto indagine sono finiti anche Nicola Gabriele Di Cencio, ingegnere e direttore tecnico dei lavori e dei calcoli del tetto, Sergio Berardi, architetto collaudatore, e Franco Anselmo Masciulli, tecnico della Marrollo; e Calogero Marrollo, amministratore unico della ditta appaltatrice ed esecutrice dei lavori al palasport.

Per questi ultimi la Procura ipotizza responsabilità nel crollo della struttura, in particolare del cedimento che ha interessato il tetto. Il palazzetto, realizzato negli anni Novanta, costò quasi un milione di euro, finanziato dalla Regione. Per tanti anni restò inutilizzato, fino al 2008, quando fu inaugurato e le varie associazioni sportive e le scuole cittadine iniziarono finalmente ad utilizzarlo. Il crollo del tetto avvenne nella notte del 10 febbraio 2012, in seguito ad un’abbondante nevicata. La sera precedente una squadra di calcio locale si era allenata nel palazzetto, correndo un forte rischio.

Subito dopo il crollo la Procura aprì un’inchiesta, sollecitata anche dai consiglieri comunali di minoranza, che chiedevano di accertare le responsabilità, affinché il Comune potesse costituirsi parte civile. Nell’aprile di un anno fa s'interessò della vicenda anche una troupe di “Striscia la notizia”, sollecitata dagli stessi consiglieri di minoranza. Da quel momento, anche grazie all’insediamento del nuovo procuratore Giuseppe Bellelli, l’inchiesta ha subìto un ulteriore impulso, fino a portare agli avvisi di garanzia.

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