Crollo di via Campo di Fossa: 2 ministeri condannati a pagare

7 Marzo 2023

Nessun ricorso dello Stato, diventa definitiva la sentenza per la morte del 28enne greco Vasileios Maxi risarcimento di 1,5 milioni ai familiari: è stata riconosciuta anche l’invalidità permanente

L’AQUILA. Ogni causa civile è una storia a sé, ma quella per la morte dello studente greco di 28 anni Vasileios Koufolias – vittima anche lui del crollo della palazzina di via Campo di Fossa 6B nella tragedia del terremoto dell’Aquila – rischia di riscrivere il futuro di decine di battaglie legali.
Per almeno due ragioni. La prima: per lui lo Stato non ha chiesto il concorso di colpa per la sua stessa morte, a differenza di quanto fatto in altre cause per lo stesso crollo, tra cui quelle finite con la sentenza choc della giudice Monica Croci (vedi articolo in pagina). Ma anzi proprio lo Stato ha deciso di ammettere le proprie colpe, non facendo ricorso contro la condanna a 1,5 milioni di risarcimento sancita dalla sentenza del giudice Ciro Riviezzo del maggio scorso, che quindi ora – alla scadenza dei termini per impugnarla – è diventata definitiva. Questa causa civile sta creando un precedente anche per una seconda altra ragione: è la prima che riconosce, nella sentenza, un’invalidità permanente ai familiari delle vittime a causa della sofferenza patita per la perdita di un caro.
I MANCATI CONTROLLI
La causa civile, in realtà, sono due. Una è quella avanzata dai genitori di Vasileios, l’altra dalla sorella, che si trovava con lui in quella tragica notte tra il 5 e il 6 aprile 2009 ma che si è miracolosamente salvata. In entrambe è stato l’avvocato Isidoro Isidori a rappresentare la famiglia greca Koufolias. Nelle due sentenze, il giudice del tribunale civile dell’Aquila Riviezzo mette nero su bianco che per la morte del 28enne «va dichiarata la responsabilità solidale sia del ministero dell’Interno che di quello delle Infrastrutture». Secondo il giudice, infatti, i due ministeri, attraverso prefettura e Genio civile, non hanno «verificato con la dovuta attenzione il progetto» della palazzina. Tra le colpe, anche quella di aver rilasciato autorizzazioni a costruire e certificazione di perfetta rispondenza dell’opera alle norme antisismiche, quindi di non aver adempiuto ai controlli, nonostante l’altezza del fabbricato non fosse conforme ai limiti e la qualità dei materiali non fosse ottimale. «Tutte le figure professionali che hanno partecipato alla realizzazione del condominio sono responsabili dell’evento tragico a seguito del crollo», scrive Riviezzo nella sentenza citando i consulenti tecnici.
INVALIDITà e RISARCIMENTI
Nelle ultime sentenze è diventato quasi prassi, ma quando è uscita quella di Riviezzo – a maggio – non si era mai visto (o quasi) che un giudice riconoscesse l’invalidità permanente per i familiari delle vittime del sisma dell’Aquila. In questo caso viene assegnata una invalidità del 30/32% per la mamma di Vasileios e del 28/30% per il padre, per un «disturbo post-traumatico da stress cronico grave e depressione maggiore grave ad andamento cronico». A loro, quindi, vanno complessivamente 930mila euro di risarcimento dai due ministeri.
Altri 600mila euro alla sorella: non solo per la perdita del fratello e per il «legame fortissimo» che aveva con lui – con cui viveva in Italia lontano dai genitori – ma anche per le ferite fisiche e per la carriera lavorativa che avrebbe potuto avere se non avesse abbandonato gli studi a causa del trauma del sisma.
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