Crosta (Pd): subito lavori per la strada interrotta

16 Febbraio 2021

L’AQUILA. Sono partiti i sondaggi geologici lungo la strada di Colle Sassa. Dopo la frana dei giorni, che ha imposto la chiusura al transito della carreggiata di proprietà della Provincia, è stato...

L’AQUILA. Sono partiti i sondaggi geologici lungo la strada di Colle Sassa. Dopo la frana dei giorni, che ha imposto la chiusura al transito della carreggiata di proprietà della Provincia, è stato avviato l’intervento di messa in sicurezza dell’ampio fronte interessato dal cedimento. Sul posto, per un sopralluogo e per sentire residenti e titolari di attività produttive che gravitano nella zona, è andato Quirino Crosta, segretario del circolo Pd di Sassa.
Dal controllo sono scaturite proposte per interventi ritenuti urgenti per limitare i disagi dovuti alla frana. «La Provincia deve mettere mano agli strumenti che consentono di procedere ai lavori in somma urgenza, fino a 200mila euro», spiega Crosta, a detta del quale è anche «possibile ripristinare temporaneamente il traffico veicolare, sfruttando la disponibilità del proprietario del terreno contiguo all’area di crollo, tramite un allargamento a monte del sedime stradale». Questa soluzione consentirebbe il passaggio di residenti e mezzi di emergenza, evitando il lungo giro alternativo a cui sono attualmente costretti. «Occorre procedere celermente in tale direzione perché tutte le frazioni a monte di Colle Sassa, ossia Poggio Santa Maria-Collemare e San Martino sono isolate e sono in gran parte abitate da popolazione anziana», specifica Crosta, «quella strada è l'unico accesso e l’attuale percorso è un lunghissimo tragitto, attraverso il comune di Lucoli oppure attraverso il collegamento fra Collemare e Foce di Sassa, da anni devastato, sconnesso e di fatto difficilmente praticabile».
Il segretario del circolo del Pd ricorda di aver più volte sollecitato Comune e Provincia sui problemi della viabilità e in particolare dei collegamenti tra il centro e le frazioni alte. La frana, infatti, mette di nuovo in evidenza una serie di criticità che interessano quella parte del territorio comunale. «Esistono centri abitati oltre i 600 metri sul livello del mare e ben più distanti di pochi chilometri dal centro urbano principale», sottolinea Crosta, «in queste frazioni i servizi pubblici sono scarsissimi: i trasporti pubblici sono diventati inesistenti, con tempi di percorrenza lunghissimi e in orari inutilizzabili; non esiste raccolta differenziata e neppure una prospettiva in tal senso; le fogne sversano a cielo aperto nei campi e nei boschi. Eppure i cittadini e le cittadine versano gli stessi contributi nelle casse del Comune e della Regione, pur non potendo usufruire degli stessi servizi: questa situazione non è più tollerabile». Provincia e amministrazione, che di recente hanno firmato l’intesa sulla variante di Sassa, dunque, a detta di Crosta sono di fronte a «un’emergenza non più rinviabile».
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