Culto del beato Tommaso: il pellegrinaggio fa storia

15 Ottobre 2019

Riconoscimento ufficiale, don Ennio: l’evento di Celano testimonia la venerazione E il Comune istituzionalizzerà la festa nella seconda domenica di ottobre

CELANO. Subito il riconoscimento ufficiale del culto per il beato Tommaso da Celano. È questo il prossimo step che potrebbe dare una svolta alla venerazione in tutto il mondo del primo biografo di san Francesco d’Assisi. Fra Tommaso è già beato perché il popolo e i fedeli lo hanno sempre riconosciuto tale e la Chiesa ha sempre permesso questa venerazione, questo culto. Quello che manca non è la beatificazione, ma l’atto ufficiale che riconosca il culto. Si tratta di un caso in cui è stata utilizzata la formula Beatus nuncupatus, cioè beato senza una collocazione definita.
«GIÀ BEATO». «Non si può parlare di processo di beatificazione perché è già beato», spiega don Ennio Grossi, cancelliere della curia di Avezzano e responsabile dell’Archivio storico diocesano, nonché tra i massimi esperti di culto come quello per san Vincenzo Ferrer, «Tommaso da Celano ha avuto un culto sempre presente tra la gente e il fatto che non ci sia il riconoscimento ufficiale non significa che il culto non sia riconosciuto».
CULTO ATTUALE. La testimonianza di un culto ancora attuale, invece, potrebbe essere quello che manca affinché ci sia l’atteso riconoscimento. La manifestazione di domenica, con una peregrinatio da Tagliacozzo a Celano che ha richiamato migliaia di fedeli è la prova che il culto per il beato Tommaso è ancora vivo e presente nei luoghi della sua nascita.
I PRECEDENTI. Ci sono stati precedenti di riconoscimenti avvenuti recentemente per personaggi vissuti centinaia di anni fa. «Basti pensare a quello di beato Giovanni Duns Scoto, sacerdote francescano», spiega don Ennio Grossi, «ci sono state anche cause storiche che attraverso un buon processo di percorso storico sono arrivate fino al conseguimento dell’obiettivo». Ad esempio per don Gaetano Tantalo, il cui processo di beatificazione è in corso, sono state raccolte testimonianze. «Per Tommaso è diverso», spiega il cancelliere, «non essendoci coevi si raccolgono fonti del passato. Inoltre, il postulatore ha chiesto di raccogliere il materiale della peregrinatio». Anche per tale motivo c’è stata la concessione di questa iniziativa che domenica ha permesso ai resti di Beato Tommaso di tornare nella sua terra natia. Autorizzazione arrivata dal vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro. «Ci è stato permesso», sottolinea don Ennio, «proprio per la questione del culto. L’evento di questi giorni è la testimonianze concreta che il beato Tommaso ancora oggi è venerato e pregato come intercessore. Questo culto, inoltre, è sempre stato sano».
IL CAMMINO DI FEDE. «Ora questo percorso non deve assolutamente interrompersi», afferma il sindaco di Celano, Settimio Santilli, «deve proseguire e trovare di anno in anno nuova linfa e in tal senso porteremo in consiglio, giovedì, l’istituzionalizzazione della seconda domenica di ottobre, dedicata ai festeggiamenti civili del beato Tommaso. Abbiamo inoltre presentato il Cammino di Francesco e Tommaso, itinerario di 230 chilometri che vede coinvolti 24 comuni tra Umbria, Lazio e Abruzzo». Il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, ha parlato di «giornata memorabile per la Marsica, un evento storico di portata eccezionale con una emozionante partecipazione di fedeli nelle processioni di partenza e di arrivo a Tagliacozzo e a Celano». (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.