Cultura e scienza, una Settimana di sfide

6 Marzo 2019

Torna l’evento al Vitruvio da lunedì 11: convegni al castello Orsini e 60 laboratori a scuola per un’immersione nel sapere

AVEZZANO. Il Liceo scientifico Vitruvio di Avezzano si riscopre un pozzo del sapere e apre nuovamente le porte ai visitatori: da lunedì 11 marzo la macchina riparte e studenti e docenti sono pronti a far sì che anche la XV edizione della Settimana della cultura scientifica e tecnologica si realizzi con successo. I primi tre giorni della Settimana sono dedicati alle conferenze che si terranno al castello Orsini: in particolare lunedì 11 verrà affrontato il tema dell’ambiente e delle biotecnologie grazie a specialisti universitari come Antonio Moretti e Rodolfo Ippoliti, mentre martedì 12 l’ingegner Giovanni De Cristofaro terrà il convegno su “La terza rivoluzione industriale: un nuovo modello di economia condivisa”. Nello stesso giorno entreremo direttamente dentro i videogame grazie all’ingegner Francesco Di Mizio, ex studente del Vitruvio, che teneva particolarmente a partecipare all’evento in quanto nostalgico «della grande famiglia liceale, del grande progetto che è la Settimana scientifica, vero e proprio momento di aggregazione e di crescita», stando alle parole delle docenti Delia D’Angelo e Domenica Ranalli, da quest’anno parte integrante del nuovo staff organizzativo, un gruppo decisamente coeso e brillante. Infine mercoledì 13, oltre alla conferenza “Spazio tempo allo specchio: riflessioni ed illusioni” di Antonio Calfapietra, i docenti Barbara D’Angeli e Alessandro Nardis cureranno l’attività del Cineforum al Multiplex Astra grazie al film “A beautiful mind”.
Da giovedì 14 a sabato 16, poi, i laboratori saranno aperti al pubblico: gli studenti non vedono l’ora di mettersi in gioco ed accettare la sfida che è stata loro proposta. Non a caso la parola “Sfide” è il tema centrale dell’evento. «Per me sfide significa impegno, determinazione e creatività», afferma Patrizia Di Giulio, referente del progetto. «Sono le sfide di ogni giorno, perché si prestano in tutti gli ambiti», aggiunge Giuseppina Ruggeri, parte fondamentale dello staff organizzativo fin dalla prima edizione.
L’uomo è sempre in sfida con se stesso e cerca di porsi degli obiettivi da raggiungere per migliorarsi e secondo la professoressa Tiziana Scenna, responsabile degli scambi internazionali durante la Settimana «lo studente è al centro di questo percorso e orientamento e solo con la guida degli insegnanti può mettersi alla prova». Già da alcuni anni, infatti, grazie a vari progetti Erasmus + KA2 (quello attuale è A new approach for a new generation), i vitruviani condividono questo importante percorso di ricerca e di approfondimento scientifico avendo a fianco compagni danesi, serbi, finlandesi, macedoni, spagnoli, per crescere insieme in una dimensione davvero internazionale. Il protagonista indiscusso dell’evento, inoltre, sembra essere il cubo di Rubik che spicca al centro della locandina. In realtà «si presta principalmente come immagine che contiene più messaggi», chiarisce la Ruggeri, «le sue tre facce celebrano il 150° anniversario dalla presentazione della tavola periodica da parte del chimico russo Mendeleev e il 500esimo anniversario dalla morte del grande Leonardo Da Vinci, ricordato in particolare sullo sfondo».
Tra i corridoi del Vitruvio, insieme ai laboratori aperti delle classi vitruviane, sarà possibile visitare anche le aule dove le scuole ospiti della zona, tra cui gli istituti comprensivi Sacro Cuore, Mazzini-Fermi, Giovanni XXIII-Vivenza, Corradini-Pomilio, presenteranno i loro lavori. Insomma anche quest’anno la richiesta di partecipazione all’evento è stata alta: si contano circa 60 laboratori aperti (esperimenti, indagini, esposizioni di ogni tipo che stimolano la curiosità di visitatori di tutte le età).
La Settimana della cultura scientifica e tecnologica è dunque un’importante occasione di sensibilizzazione e di divulgazione culturale per la cittadinanza, un punto di riferimento per docenti ed ex professori, che mantengono passione e spirito di partecipazione, ma è soprattutto uno straordinario progetto didattico e di formazione per gli alunni che in maniera spontanea e autentica mostrano il proprio senso di appartenenza a una scuola che sentono “la loro Scuola”.
Federica Iacobacci
Alessandro Pascucci
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