Cunicoli di Claudio: spuntano reperti dal disboscamento

I lavori agevoleranno l’accesso nell’area archeologica vista la crescita esponenziale delle richieste di visite
AVEZZANO. L’operazione bonifica della pineta, primo atto del progetto di riqualificazione del parco archeologico dei Cunicoli di Claudio, riporta alla luce altri “pezzi” dell’imponente opera d'ingegneria idraulica realizzata dall’imperatore Claudio tra il 41 e il 52 d.C. finora oscurati dalla folta vegetazione: pozzi, discenderie e altri reperti rafforzano il fascino di quel pezzo di storia sempre più gettonato sul versante turismo. Anche se è tutto da organizzare.
Il primo intervento messo in cantiere dalla Soprintendenza, «al fine di esaltare gli aspetti naturalistici e storico-archeologici di accesso ai Cunicoli di Claudio», apre la strada alla riqualificazione e valorizzazione del parco archeologico finanziata dalla Camera di Commercio dell’Aquila (250mila euro). Il secondo step, in linea col protocollo d'intesa siglato dalla Soprintendenza con la Camera di Commercio, la Regione, il consorzio di Bonifica, e i Comuni di Avezzano e Capistrello, è in dirittura d’arrivo. Qui, in questo angolo di paradiso circondato dalla pineta che si estende per due ettari, prenderà forma un percorso misto in area archeologica con visite guidate sia nelle viscere della terra che sul versante esterno. Per gli interventi di messa in sicurezza e valorizzazione a fini turistici di quel sito archeologico è disponibile un secondo finanziamento, sempre di 250mila euro, del Mibact, mentre anche nei piani del Gal Marsica, sempre che la Regione dia il la al progetto leader 2014/2020 prima della scadenza, alla voce dei Cunicoli di Claudio, ci sono iscritti 300mila euro. Non resta, quindi, che iniziare a dare concretezza alle idee, anche, e soprattutto, perché la mole di richieste per visitare quella straordinaria opera di epoca romana che ha cambiato i destini del popolo marso, è in crescita esponenziale nonostante le criticità della gestione. Al momento, infatti, le chiavi di accesso del Cunicolo del Ferraro, l’unico visitabile, sono nelle mani del Consorzio di Bonifica, che però ha una missione diversa: la gestione idraulica dell’opera, mentre il fenomeno delle visite guidate organizzate da varie associazioni del territorio, con in testa la Soprintendenza e la Dmc Terrextra (che ha siglato una convenzione anche con Trenitalia) ha valicato i confini nazionali, con un trend di richieste in espansione che ha indotto l’ente a limitare le autorizzazioni.
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