Cunicoli di Claudio “vietati” al turismo

Visite richiestissime, pubblicizzati a livello nazionale, riqualificati: manca un gestore per coordinare aperture e attività
AVEZZANO. Qualcuno, per sapere a quale santo votarsi per visitare i Cunicoli di Claudio, oggetto del desiderio irrealizzato del turismo ferragostano, sta pensando di rivolgersi a “Chi l’ha visto?”. Già, perché proprio in questo periodo, con punte elevate di villeggianti soprattutto nella fase ferragostana, stanno provando in tanti a cercare il corridoio giusto per imboccare quel tunnel scavato dagli schiavi di Roma ai tempi dell’imperatore Claudio – comparso sugli schermi tv di mezza Europa e sponsorizzato da Trenitalia – ma senza fortuna. I Cunicoli sono chiusi. Il punto debole? Manca il gestore a fini turistici, mentre l’estate 2018 ha fatto schizzare alle stelle la richiesta di visite guidate. Decine e decine di persone hanno chiamato il Comune di Avezzano, dove gli impiegati hanno potuto fare ben poco: l’opera è gestita del Consorzio di bonifica, ma non a fini turistici, mentre con l’arrivo delle ferie le autorizzazioni per le visite organizzate da Soprindendenza, Dmc e associazioni varie, per lo più scollegate, sono praticamente scomparse. Un caos totale, dove la crescita di interesse verso questa straordinaria opera di ingegneria idraulica si scontra con un territorio fermo all’anno zero. Non esiste una cabina di regia, un gioco di squadra tra i quattro Enti principali, e cioè i Comuni di Avezzano e Capistrello, il Consorzio di bonifica ovest, la Soprintendenza, per elaborare una strategia mirata a cambiare rotta passando dal fai da te al turismo organizzato con attività condivise. A partire dall’imminente intervento messo in cantiere dalla Soprintendenza per i lavori di manutenzione, risanamento conservativo, riqualificazione e restauro del parco archeologico dei Cunicoli di Claudio, che si estende per due ettari, con i fondi, 250mila euro, concessi dalla Camera di commercio della Provincia dell’Aquila. Primo step che dovrebbe essere seguito da altri interventi finanziati dal Ministero, mentre anche il Gal Terre Aquilane ha indirizzato una fetta consistente del fondo leader, proprio per la valorizzazione a fini turistici dei Cunicoli di Claudio, volano di sviluppo dell’intero territorio. Insomma, i finanziamenti non mancano per le opere di messa in sicurezza e valorizzazione, ma senza un piano specifico e, soprattutto, senza un preciso quadro normativo sulla gestione, stabilito dalla Regione, resterà l’oggetto del desiderio irrealizzato. Visto che la straordinaria opera di ingegneria è visitabile solo in parte e non sempre, attraverso la Galleria del Ferraro, posta sotto al Cunicolo maggiore. La discenderia che conduceva al canale principale utilizzato per gli scavi in epoca romana avvicina il visitatore al sistema di gallerie e pozzi che, nel 52 d.C. fu inaugurato dall’imperatore Claudio, la moglie Agrippina e il giovane Nerone. L’opera idraulica, successivamente utilizzata dal principe Torlonia per il prosciugamento del lago Fucino, dal 1902 è monumento nazionale.
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