Cup Asl, in arrivo 31 prelicenziamenti

Destinatari i dipendenti della Capodarco che ha gestito il servizio ora affidato ad altra azienda
L’AQUILA. Brutte notizie per gli addetti delCup dell’Asl L’Aquila-Avezzano-Sulmona, dipendenti della Coop Capodarco i quali si sono visti arrivare delle lettere di licenziamento.
Il testo non lascia spazio a equivoci. «Facendo seguito alle comunicazioni inviateci il 24 febbraio dall’Asl», si legge nella nota iniviata a ogni singolo addetto, «si comunica che se non interverranno comunicazioni diverse da parte dell’Asl dal 31 marzo la nostra cooperativa dovrà terminare la sua attività di servizio presso le postazioni Cup (sportello e call cen ter) della medesima azienda sanitaria».
«Questo comporta», prosegue la nota, «con nostro estremoe profondo rammarico l’inevitabile termine del rapporto lavorativo tra la coop e la sua persona a far data dal primo aprile 2015 per l’incarico da lei ricoperto nell’ambito di detto servizio e l’impossibilità, in considerazione dello stato di crisi aziendale, di ricollocarla ad altre attività. Si comunica, altresì, di avere attivato tutte le procedure nei confronti delle organizzazioni sindacali con il possibile passaggio alla società subentrante».
Va precisato, inoltre, che La Coop Capodarco lavora al servizio dell’Azienda sanitaria dal 2007 e gestisce il front office dell’ospedale San Salvatore dove sono attive 12 postazioni. Al momento sono impiegati 31 operatori a tempo indeterminato e 11 con contratto a termine. Dall’inizio del 2015 la cooperativa ha fornito il servizio grazie a proroghe mensili.
Il servizio verrà gestito da un a nuova azienda la Gpi che si è aggiudicato l’appalto dopo una lunga controversia che si è conclusa davanti al Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso del Consorzio nazionale servizi.
Con tale decisione si è tolto l’unico ostacolo che si frapponeva alla normalizzazione del servizio regionale di prenotazione Asl.
I dipendenri della Coop esclusa temono che soltanto una parte di loro (e non è nemmeno scontato) potrà tornare a lavorare ma si teme che i compensi, per chi avesse la possibilità di non perdere il posto, sarebbero più bassi di quelli attuali.
Sono stati in molti a contestare, soprattutto a livello di politica regionale, la gestione di un Cup unico. Su questo problema, almeno a livello locale, non ci sono state in tempi recenti prese di posizione significative del sindacati per i quali non è certo difficile immaginare quale sia lo stato d’animo di coloro che svolgono questo stressante lavoro.
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