Cura il suo mal di testa con la droga: prosciolto

24 Dicembre 2014

Giovane di Introdacqua era stato arrestato dai carabinieri per spaccio Il gip Marsella: la consumazione di cannabis era per uso terapeutico

SULMONA. Soffriva di forti mal di testa che curava con l’uso della marijuana. Una fumatina ogni tanto per alleviare il forte dolore che gli procurava la sua cefalea a grappolo della quale è affetto. Ma quando i carabinieri, nel corso di un controllo nel settembre scorso, lo hanno fermato mentre viaggiava a bordo della sua auto trovandogli in tasca 11 grammi di “erba” e altri due di hashisc a casa, non hanno creduto alla sua giustificazione e lo hanno arrestato.

A toglierlo dai guai il suo difensore, l'avvocato Stefano Michelangelo, il quale nel corso delle indagini preliminari è riuscito a dimostrare che il giovane non era uno spacciatore di droga ma solo un consumatore di marijuana e per fini terapeutici. La sentenza di archiviazione del caso che vedeva sotto inchiesta Gianni Adriano Monaco, 36 anni originario di Introdacqua, con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente è arrivata ieri mattina. A scriverla il gip, Ciro Marsella che ha accolto in toto l'istanza di archiviazione presentata dall'avvocato Michelangelo.

Subito dopo l’arresto del suo assistito, il legale aveva chiesto e ottenuto da un medico specializzato l'accesso di Monaco a una terapia farmaceutica a base di galenici di marijuana. Secondo il medico, infatti, la grave forma di cefalea di cui è affetto Monaco, va curata con droghe leggere assunte in quantitativi tali da contrastare efficacemente i frequenti mal di testa del 36enne. Tra l'altro anche il pubblico ministero non si è opposto alla richiesta di archiviazione, riconoscendo la validità della tesi sostenuta dall'avvocato Michelangelo.

«Dalla documentazione prodotta dalla difesa», scrive il sostituto procuratore Stefano Iafolla, «Monaco risulta affetto da una severa forma di cefalea a grappolo per cui ha ottenuto, seppur successivamente all'arresto, prescrizioni mediche per l'acquisto di preparati galenici a base di cannabinoidi. È dunque verosimile, attesa anche la modesta quantità rinvenuta in sede di perquisizione personale, veicolare e domiciliare, che la sostanza fosse destinata solo a uso personale». Il gip Ciro Marsella è andato oltre, riconoscendo non solo la modica quantità, ma l'uso terapeutico della sostanza stupefacente che i carabinieri hanno trovato nelle tasche di Monaco.

Claudio Lattanzio

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