Curato dopo 5 ore, muore L’Asl paga 700mila euro

Il tribunale ha condannato l’azienda sanitaria a risarcire i familiari di un 80enne L’uomo aveva un infarto in corso. Per i periti fu trasferito in ritardo all’Aquila
CERCHIO. Ha un infarto, arriva in ospedale ma solo dopo cinque ore riceve le cure necessarie. Un ritardo costato la vita a un 80enne di Cerchio. Una perizia ha giudicato «inaccettabilmente attendistica la condotta sanitaria» e per tale ragione il tribunale civile ha condannato la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila al pagamento di 700mila euro nei confronti dei familiari dell’uomo. La sentenza porta la firma del giudice Francesco Lupia.
I fatti che hanno avuto come protagonista D.V. sono avvenuti nel 2013.
Il paziente venne accompagnato all’ospedale di Avezzano per un infarto in corso. Tuttavia, malgrado la corretta diagnosi di «stemi inferiore» i sanitari della struttura, stando a quanto emerso nel corso del processo, omisero di applicare il relativo protocollo medico e quindi «nulla venne posto in essere dagli stessi per il trattamento medico necessario».
Tale inerzia, sempre secondo l’accusa, si protrasse per alcune ore. Visto l’aggravarsi delle condizioni cliniche del paziente i sanitari avezzanesi decisero l’urgente trasferimento all’ospedale San Salvatore dell’Aquila.
Il paziente, in base a quanto accertato in tribunale, nel capoluogo ricevette i primi ed adeguati trattamenti, ma soltanto dopo cinque ore dal primo ingresso al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano. Da qui la morte.
I familiari dell’uomo presentarono una denuncia chiedendo un risarcimento danni nei confronti dell’azienda sanitaria. Nessuna azione penale, invece, è stata portata avanti nei confronti del personale. Decisiva si è rivelata una consulenza tecnica d’ufficio medico-legale.
Secondo l’accusa «i sanitari dell’ospedale di Avezzano nulla fecero per contrastare l’evolvere della affezione ischemica del paziente, allorquando sarebbe stato sufficiente dare inizio a una terapia fibrinolitica nei tempi e nei modi previsti come da protocollo e che certamente avrebbe garantito una evoluzione diversa».
«All’esito del giudizio celebratosi dinanzi al tribunale civile di Avezzano», dichiara l’avvocato Berardino Terra, legale dei familiari dell’80enne di Cerchio, «la condotta dei sanitari dell’ospedale di Avezzano è risultata inaccettabilmente attendistica, così come confermato e accertato da una complessa consultenza tecnica d’ufficio medico-legale espletata nel corso del giudizio».
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