Curcio: il sistema di Protezione civile cresce

Il capo del Dipartimento a Castel di Sangro per i quarant’anni dal terremoto. L’omaggio di Caruso
CASTEL DI SANGRO. «Il sistema di Protezione civile si è evoluto e continua a crescere. Nel 1984 non c'è stata la devastazione della vita umana ma della vita sociale. Quegli eventi sismici hanno rappresentato una lezione fondamentale per il Paese ed hanno segnato profondamente la crescita del sistema della Protezione civile». Sono queste le parole di Fabrizio Curcio, capo del Dipartimento nazionale di Protezione civile, che ha ritirato ieri l’attestato dal sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, per l’impegno profuso dalla Protezione civile nel terremoto di 40 anni fa. Il capoluogo sangrino ha voluto infatti ringraziare la Protezione civile con una cerimonia nel corso della quale, tra gli altri, sono intervenuti il direttore dell’Agenzia regionale Mauro Casinghini e il professor Alberto Pizzi del Dipartimento di ingegneria e geologia dell’Università D’Annunzio di Pescara. «Abbiamo voluto rendere omaggio alla Protezione civile affinché le nuove generazioni siano consapevoli dell’esempio di capacità organizzativa e di disponibilità sociale, sostegno fondamentale per la nostra comunità ad ogni emergenza», ha sottolineato il sindaco Caruso. I fenomeni sismici del 1984, avvenuti il 7 e l’11 maggio, con epicentro a San Donato Val di Comino, colpirono una vasta area dell’Italia centro meridionale, compresa tra Abruzzo, Campania, Lazio e Molise. I due terremoti causarono danni ingenti nei comuni di Alfedena, Ateleta, Bugnara, Opi, Pescasseroli, Villa Scontrone, Barrea e Castel di Sangro. (a.d.a.)
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