Cure più facili per i bimbi magrebini

18 Marzo 2016

AVEZZANO. Integrazione culturale nel reparto di pediatria. Il tribunale per la difesa del malato in collaborazione con il primario dell’unità operativa, Antonella Gualtieri, ha siglato una...

AVEZZANO. Integrazione culturale nel reparto di pediatria. Il tribunale per la difesa del malato in collaborazione con il primario dell’unità operativa, Antonella Gualtieri, ha siglato una collaborazione per aiutare i pazienti di nazionalità magrebina. Visionando i dati del reparto di pediatria ci si è resi che sono aumentati gli immigrati che necessitano di cure i quali spesso manifestano diffidenza nei confronti degli usi e costumi locali. Questo problema diventa un vero e proprio disagio quando un bambino magrebino è ricoverato in ospedale e magari i medici hanno bisogno di parlare con la famiglia. «Ci si è resi conto come il personale medico si trovi in difficoltà a interloquire con gli stranieri», ha precisato Stefano Di Giuseppe, presidente del tribunale per la difesa del malato, «spesso si sono trovati di fronte a persone che non comprendevano assolutamente la lingua italiana e non riuscivano a comunicare in nessun’altra lingua. In alcuni casi sono le seconde generazioni, nate e cresciute in Italia, a fare da tramite tra i due contesti, ma quando mancano o sono troppo piccoli, sorge il problema della comunicazione. Ci siamo resi conto che in alcuni bambini magrebini è frequente il diabete cronico e sono fondamentali le cure».

Il tribunale per la difesa del malato ha deciso di avviare dei corsi d’integrazione culturale con un gruppo di volontari mediatori che aiuteranno il personale sanitario. Ci saranno poi dei corsi esplicativi sull’alimentazione e sulle procedure da adottare per mantenere il diabete stabile. (e.b.)

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