Dà un pugno al vetro, muore dissanguato

1 Agosto 2019

Nonna e fratello del 26enne cercano invano di tamponare la ferita: fatale lo scatto d’ira al culmine di una lite in casa

SAN VINCENZO VALLE ROVETO. Muore tra le braccia della nonna che disperatamente tenta di tamponare la ferita, mentre il fratello urla in preda alla disperazione, anch’egli testimone di una tragedia assurda. Sono le 2 della notte in una casa di San Vincenzo Valle Roveto quando al culmine di una lite Davide Santopietro, 26 anni, sferra un pugno contro la vetrata di una porta. Uno scatto d’ira che gli è fatale. Il vetro taglia la mano destra e le vene del polso. Il giovane muore dissanguato.
Quattro minuti di agonia hanno calcolato i carabinieri arrivati quando il cuore di Santopietro s’era già fermato da un pezzo. Vano ogni tentativo di soccorso. La tragedia è avvenuta nella casa di famiglia in viale Marconi, dove il giovane e i suoi parenti tornano in estate e quasi ogni fine settimana. Santopietro viveva a Guidonia Montecelio (Roma) ma ogni occasione era buona per rientrare nel paese d’origine tra il verde della Valle Roveto. Paese che amava.
Le ultime ore di vita del 26enne sono state ricostruite dai carabinieri della stazione di Balsorano agli ordini del maresciallo Giovanni Santabarbara. Davide Santopietro e il fratello Andrea, di due anni più grande, avevano trascorso la serata in un bar di Roccavivi, frazione di San Vincenzo. All’uscita un primo litigio, per dei banali motivi, pare per un comportamento non gradito avuto da uno dei due fratelli all’interno del locale. Davide rimprovera Andrea e nasce la discussione che prosegue anche in casa, davanti alla nonna, Tonina Carnevale, 76 anni. Ed è qui che accade l’impensabile.
Davide Santopietro ha uno scatto di rabbia e sferra il pugno contro la vetrata di una porta all’interno dell’abitazione. Il vetro affilatissimo provoca una profonda ferita. Il giovane comincia a perdere sangue, tanto, e in poco tempo sviene. Sono attimi drammatici quelli ricostruiti dai carabinieri della stazione di Balsorano. Nonna e fratello cercano di tamponare la ferita, senza successo. Chiamano un’ambulanza ma all’arrivo dei soccorsi si presenta una scena agghiacciante e per il 26enne non c’è nulla da fare. Vengono avvisati i carabinieri. Gli uomini dell’Arma ascoltano sia il fratello che la nonna della vittima. Viene escluso fin da subito che il giovane possa essere stato spinto contro la vetrata. Non c’è il coinvolgimento diretto di terze persone, dunque. E così per la Procura di Avezzano non è necessario aprire l’inchiesta. «Una tragedia umana», l’ha definita il procuratore Andrea Padalino. Oggi sul corpo del giovane dovrebbe essere eseguita solo una ricognizione dal medico legale, poi verrà dato il nulla osta per i funerali.
«Un ragazzo un po’ particolare, ma tanto sensibile», lo ricordano gli amici di San Vincenzo Valle Roveto. Tifosissimo della Roma, era un abituale frequentatore della Curva sud dello stadio Olimpico. I suoi idoli erano Totti e De Rossi, storiche bandiere giallorosse. Aveva frequentato l’Alberghiero al Convitto di Tivoli. Amava soprattutto la pasticceria.
«Da certi posti, da certe emozioni non voglio mai andare via»: aveva scritto sul suo profilo Facebook. Un messaggio d’amore per San Vincenzo Valle Roveto.
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