D’Alema spinge il centrosinistra tra pandemia e idee di ripartenza

L’AQUILA. «La politica non deve più essere ancella del mercato, ma deve saper indirizzare lo sviluppo sociale e la crescita economica dei paesi europei e non solo». È uno dei passaggi dell’intervento...
L’AQUILA. «La politica non deve più essere ancella del mercato, ma deve saper indirizzare lo sviluppo sociale e la crescita economica dei paesi europei e non solo». È uno dei passaggi dell’intervento dell’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema che ieri pomeriggio, nella sala convegni della Cgil, ha partecipato a un incontro organizzato da Articolo Uno e Sinistra Italiana nell’ambito delle iniziative di “L’Aquila coraggiosa” che hanno l’obiettivo di «ravvivare il dibattito culturale, prima ancora che politico, in seno al centrosinistra cittadino anche in prospettiva elettorale».
Lo spunto delle domande che il giornalista Nello Avellani ha rivolto a D’Alema è stato l’ultimo numero della rivista “ItalianIEuropei’, della omonima fondazione diretta proprio da Massimo D’Alema. Tanti gli argomenti trattati: dal Piano nazionale di ripresa e resilienza che deve «coniugare crescita e sviluppo sociale» alla necessità «di rafforzare la pubblica amministrazione e l’azione delle città».
D’Alema ha fatto anche un’analisi lucida e dettagliata dell’attuale situazione nazionale e soprattutto internazionale. «La pandemia», ha detto, «ancor più della crisi economica iniziata nel 2008 ha fatto capire a tutti che la politica neoliberista che risale agli anni Ottanta del secolo scorso non era più praticabile e non poteva dare le risposte a una crisi che nel caso della pandemia ha coinvolto il mondo non solo sotto il profilo economico ma anche antropologico».
Per D’Alema anche l’Unione europea si è resa conto che il patto di stabilità con le regole ferree sui bilanci, la concorrenza esasperata, i tagli al sociale non poteva reggere e quindi si è cambiata rotta e si è passati a una politica di investimenti che ha previsto la possibilità di fare debito cosa che prima era esclusa. D’Alema ha anche tessuto l’elogio di Angela Merkel la quale da «grande statista ha capito che la Germania non avrebbe avuto futuro se fossero crollati paesi come l’Italia».
L’ex presidente del Consiglio ha poi auspicato che non si vada avanti nella «guerra fredda» tra Usa e Cina che ha preso piede da qualche mese. «Serve sì competizione, ma competizione fruttuosa. E serve soprattutto equilibrio e cooperazione», ha concluso. (g.p.)

