D’Alfonso promette il rilancio del territorio

21 Maggio 2018

SULMONA. Un incontro per spiegare ai sulmonesi le cose fatte e soprattutto quelle da fare per il rilancio di un territorio che «come potenzialità non è secondo a nessuno in Abruzzo». Un incontro...

SULMONA. Un incontro per spiegare ai sulmonesi le cose fatte e soprattutto quelle da fare per il rilancio di un territorio che «come potenzialità non è secondo a nessuno in Abruzzo». Un incontro voluto dall’ex sindaco Bruno Di Masci per far tornare il feeling tra il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e la città. Un feeling crollato dopo le decisioni del presidente della Regione sulla sanità e sulla bretella ferroviaria che hanno contribuito ad abbassare il livello della sua popolarità in Valle Peligna. «Non sono venuto per demolire l’amministrazione comunale», ha subito precisato il presidente per spegnere sul nascere le voci di sue azioni volte a far cadere la giunta guidata dal sindaco Annamaria Casini. «Non siamo qui per parlare di quelle vicende, siamo qui per una riflessione sui problemi della città e per dare un nostro contributo propositivo alla loro soluzione», ha chiarito D’Alfonso, aggiungendo che «è il momento di tornare all’attività politica. Il problema di questa città è l’eccessiva intermittenza della classe dirigente, basta con la balbuzie amministrativa. Lo statuto della Regione parla di prossimità e vicinanza, ma occorrono idee e progetti, c’è pigrizia quando mancano le idee». D’Alfonso ha concluso accettando la sfida lanciata da Di Masci e ricordando che la Regione ha fatto e farà ancora la sua parte per Sulmona e per il Centro Abruzzo. «Sulla sanità si è fatto un buon lavoro, sui trasporti esiste un finanziamento di oltre un miliardo e mezzo di euro per il potenziamento della linea Roma-Pescara che sicuramente include Sulmona. Per l’abbazia celestiniana c’è un finanziamento di 12 milioni di euro che vanno spesi tutti. Adesso comincia il momento dell’ascolto e del confronto con i cittadini», ha concluso D’Alfonso, «per mettere a frutto tutti questi progetti, perché è da loro che dipende il futuro di Sulmona». (c.l.)
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