D’Alfonso saluta gli alpini del Nono Reggimento

10 Maggio 2017

L’AQUILA. Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha visitato il personale militare del Nono Reggimento Alpini “L’Aquila” nella caserma “Pasquali”. D’Alfonso è stato ricevuto dal generale di...

L’AQUILA. Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha visitato il personale militare del Nono Reggimento Alpini “L’Aquila” nella caserma “Pasquali”. D’Alfonso è stato ricevuto dal generale di brigata Rino De Vito del Comando militare Esercito Abruzzo, dal colonnello Marco Jovinelli, comandante del 9° Reggimento Alpini e dal tenete colonnello Pietro Piccirilli, aiutante maggiore del Reggimento, da Pietro D’Alfonso, presidente della sezione “Abruzzi” dell’Ana. Inquadrato nella Divisione “Julia” nel 1935, il battaglione “L’Aquila” è stato formato a Gorizia il successivo il 13 aprile. Il reggimento ha preso parte alle più recenti operazioni dell’Esercito e nell’operazione “Nibbio” è stato decorato con la Croce di cavaliere dell’ordine militare. Nel terremoto del 6 aprile 2009, il Reggimento ha subito preso parte ai soccorsi e successivamente è stato impiegato in attività di concorso alle forze di polizia per prevenire i fenomeni di sciacallaggio. Dopo gli onori militari, il presidente D’Alfonso ha ricevuto il saluto da tutto il personale del reggimento composto da militari, graduati, sottufficiali e ufficiali schierati nel piazzale principale. Gli alti ufficiali presenti hanno elencato tutte missioni di pace che hanno visto impegnato il personale militare negli scenari internazionali, soffermandosi sul ruolo degli alpini nelle operazioni di soccorso rivolte alle popolazioni colpite dal terremoto e dagli altri eventi atmosferici calamitosi che hanno interessato il nostro paese negli ultimi decenni. D’Alfonso, a proposito della tragedia di Rigopiano e delle ulteriori scosse telluriche del 2016 e del 2017, ha voluto conoscere nel dettaglio quali sono stati i compiti assegnati agli alpini, definendoli «uomini e donne che del sacrificio e del dovere fanno la loro ragione di vita».
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