D’Angelo si insedia in Procura: «Ora salviamo questo tribunale»

Il nuovo procuratore ha prestato giuramento. Cita Ovidio e Capograssi: «Dimostrerò di essere leale» Il presidente Mazzagreco: «Porta un patrimonio di competenza ed esperienza, segnale positivo»
SULMONA. Il tribunale di Sulmona ha un nuovo capo della Procura della Repubblica. Si è insediato ieri mattina al terzo piano del palazzo di giustizia di piazza Capograssi, Luciano D’Angelo, già sostituto alla VII sezione Sicurezza Urbana della procura di Napoli. D’Angelo ha prestato giuramento davanti al presidente del tribunale Pierfilippo Mazzagreco e ai giudici, Alessandra De Marco e Concetta Buccini. A salutare l’insediamento del nuovo procuratore della Repubblica una folta rappresentanza delle forze dell’ordine presenti nella giurisdizione di Sulmona, gli avvocati, gli impiegati del palazzo di giustizia e anche la sua famiglia. Nel discorso di insediamento il procuratore D’Angelo ha trovato ispirazione in due sulmonesi d’eccellenza: Ovidio e Capograssi. Al pensiero del primo ha detto di ispirare la sua idea di giustizia e quindi la definizione del giusto processo e a Capograssi la sua idea di lavoro: «Soffermandosi sulla differenza tra apparenza e realtà, Ovidio diceva che ciò che è reale è leale. Io spero di dimostrarmi leale nei confronti di tutti», ha detto il procuratore D’Angelo. Mentre pensando a Capograssi ha citato l’azione, l’esperienza e l’individuo. «L’azione con cui il tribunale di Sulmona dimostri la sua efficienza e salvi se stesso. Nell’esercizio di questa azione è fondamentale che si proceda ma non perché il dialogo con l’avvocatura è una concessione garbata che la procura fa, ma perché è come immaginare il giorno senza la notte, pensando di avere giustizia senza l’avvocatura. Potranno esserci degli scontri ma sono parte della fisiologia del processo. Con il tribunale troveremo sicuramente il modo di andare avanti quanto meno nel modo efficiente in cui l’azione penale è andata avanti grazie all’impegno dei due colleghi che finora lavorato anche senza il loro capo». D’Angelo ha poi evidenziato che farà affidamento all’esperienza che si porta dietro da un grande tribunale come quello di Napoli, dove presta servizio dal 1987, forse il più grande d’Italia con i 110 pm in organico e i 96 operanti e 700 dipendenti solo nella procura, esperienza che vuole mettere al servizio del tribunale di Sulmona, forse il più piccolo d’Italia. E infine l’individuo «perché va rispettato assicurandogli una giustizia che sia quanto più rapida possibile». Prima del nuovo procuratore avevano dato il benvenuto al magistrato il presidente dell’ordine forense Luca Tirabassi, e il presidente Mazzagreco. «L’arrivo del nuovo procuratore», dice il presidente dell’ordine, «è un segnale positivo e incoraggiante per il nostro tribunale che completa, forse uno dei pochissimi in Italia, l’organico dei magistrati e che ci porta ulteriore convinzione che non ci sia volontà di chiudere questo il tribunale di Sulmona». Mazzagreco ha sottolineato l’eccellente curriculum di D’Angelo: «Porta a Sulmona un patrimonio di competenza e di esperienza che sicuramente saprà mettere a frutto permettendosi di raggiungere ulteriori e positivi risultati». Mazzagreco ha poi evidenziato che la completezza dell’organico della procura diventa per i giudici motivo di ulteriore responsabilizzazione: «È chiaro che siamo in dovere di migliorare quanto si è riusciti a fare nel periodo di sofferenza dell'organico che purtroppo si protrae per quanto riguarda i giudici onorari». All’attivo ce ne sono sei su otto di cui tre in supplenza. Alla cerimonia hanno partecipato anche i sostituti procuratori di Sulmona, Stefano Iafolla ed Edoardo Mariotti. Anche se è in corso un bando per il reperimento di un giudice di pace sia per Sulmona che per Castel di Sangro che una volta ultimata la procedura dovrebbe sanare definitivamente la situazione per la carenza dei magistrati giudicanti.
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